Acqua:


Il Parlamento europeo ha fatto propria la proposta dei movimenti per l’acqua

Clicca Qui per ricevere Rosso di Sera per e-mail


Ogni mese riceverai Rosso di Sera per posta elettronica, niente carta, niente inchiostro.... Se vuoi inviare le tue riflessioni, suggerimenti, o quanto ritieni utile, a Rifondazione di Santa Fiora,usa questo stesso indirizzo info@rifondazionesantafiora.it

Comune di Santa Fiora

Controlacrisi

Direzione Nazionale

FACEBOOK SI TOSCANA A SINISTRA

Il coro dei Minatori di Santa Fiora Sito ufficiale

Italia - Cuba

Museo delle Miniere


Santa Fiora: la Piazza e la Peschiera online

Rassegna Stampa

Rifondazione su Facebook

STOP TTIP


"Campagna Stop TTIP"

Il Manifesto

Tu sei qui

STRAGE DI BRACCIANTI,L'INCHIESTA PUNTA SUI CAPORALI

Gianmario Leone

Foggia

da il manifesto

 

La raccolta degli schiavi. Il procuratore di Foggia: «Sono dovuto intervenire personalmente anche per trovare un posto in ospedale per i migranti feriti»

 

Al dramma dei sedici braccianti agricoli di origine africana morti nelle ultime 48 ore in provincia di Foggia in due distinti incidenti stradali, si aggiungono nel corso delle ore dettagli raccapriccianti. Come quello raccontato dal procuratore della Repubblica di Foggia, che ieri ha dichiarato come «questa povera gente ha avuto problemi anche per trovare posto in ospedale. Sono dovuto intervenire personalmente per far sì che venissero trovati posti sia a Foggia che in altri ospedali della provincia», ha detto sconfortato il procuratore Ludovico Vaccaro. «Io credo – ha aggiunto – che ci sia bisogno di interventi straordinari per risolvere una situazione divenuta oramai tragica, insostenibile. Non è possibile assistere ad uno scempio del genere, sulla pelle di povere persone che vengono qui con la speranza di poter migliorare le loro condizioni di vita».
Per far luce su tutti gli aspetti che gravitano intorno alle due stragi, la procura della Repubblica di Foggia ha aperto un’inchiesta sul caporalato: al momento al vaglio degli investigatori c’è la priorità di verificare se fossero nelle mani dei caporali i sedici braccianti agricoli, tutti immigrati, morti.

 

«Sono state avviate due distinte indagini – ha precisato Vaccaro ieri – una riguarda l’incidente stradale, per capire la dinamica e tutto ciò che può averlo causato, anche se c’è da dire che in entrambi i casi sono morti i due autisti dei pullmini sui quali erano stipati i poveri migranti».
Secondo le testimonianze raccolte subito dopo l’incidente sulla strada per Lesina, pare che il pulmino sul quale viaggiavano i migranti, registrato con targa bulgara, abbia improvvisamente invaso la corsia opposta: l’autista del tir contro cui si è schiantato il furgoncino, che ha terminato la sua corsa contro un muro di cinta, ha tentato in tutti i modi di schivare il mezzo senza riuscirci.

 

Per quanto riguarda invece l’incidente di sabato scorso sulla statale 105, avvenuto in prossimità di un incrocio, resta ancora da verificare se l’ipotesi che il tir che trasportava il carico di pomodori contro cui si è scontrato il furgone nel quale hanno perso la vita altri quattro braccianti, abbia effettivamente rispettato o meno il segnale di precedenza.

 

L’altra indagine è stata avviata invece sul reato di caporalato. «Stiamo cercando di individuare – ha aggiunto il procuratore – le aziende in cui hanno lavorato gli immigrati per verificare anche le eventuali condizioni disumane in cui lavoravano. Si stanno verificando gli orari, per vedere da che ora a che ora hanno lavorato, capire se c’è stato sfruttamento ed intermediazione».

 

Al momento infatti non sono stati ancora individuati i terreni, e i loro legittimi proprietari, sui quali hanno trascorso la loro ultima giornata di vita e di lavoro i migranti deceduti lunedì pomeriggio. Intanto sono state identificate alcune delle vittime dell’incidente stradale di lunedì: si tratta di migranti che avevano tutti un regolare permesso di soggiorno in Italia.

 

In attesa di ulteriori novità dalle indagini in corso, oggi a Foggia andrà in scena una lunga giornata di protesta, a partire dallo sciopero indetto per l’intera giornata lavorativa. I sindacati di categoria del settore agricolo e molte associazioni del terzo settore sfileranno nel pomeriggio in corteo per protestare contro la piaga del caporalato. «Basta a ogni forma di sfruttamento, di sotto salario. È il momento di abbandonare la pratica del caporalato che oramai rende i lavoratori succubi di una ‘normalità’ non più accettabile» fanno sapere i sindacati. «Quanto accaduto è la conseguenza di sfruttamento, illegalità, sotto salario, assenza di sicurezza, condizioni di lavoro e di trasporto estreme, con diverse modalità a secondo della debolezza dei lavoratori – italiani o stranieri – sono una realtà sempre più presente nell’indifferenza e acquiescenza generale».

 

Del resto i dati parlano chiaro: su 27mila aziende agricole a Foggia e in provincia, che assumono manodopera, solo 80 sono iscritte alla rete del lavoro agricolo di qualità, la cui cabina di regia è presso l’Inps. Migranti che vengono schiavizzati per appena 3,5 euro all’ora per 12 ore.
In mattinata invece si svolgerà la manifestazione indetta dall’Usb denominata ‘berretti rossi’, che partirà da uno dei luoghi simbolo del caporalato nella Capitanata: il gran ghetto di Rignano. Così chiamata in ricordo delle battaglie condotte decenni addietro, su quegli stessi campi, dal sindacalista della Cgil Giuseppe Di Vittorio in favore dei contadini pugliesi.

COMUNICATO DI RIFONDAZIONE 

Stragi di caporalato e di lavoro nero 

I 12 lavoratori nell’agricoltura morti oggi, durante  un incidente stradale che ha dinamiche  simili a quello che ha visto morire altri 4 giovani sabato scorso, non hanno perso la vita per fatalità. Sono vittime del caporalato e dello sfruttamento che perdura, nella Capitanata come in gran parte del paese che odia i migranti ma poi li fa lavorare  per 12 ore al giorno a due euro l’ora. Questa è la realtà, non la “pacchia” descritta dal ministro degli interni Salvini nella sua continua campagna razzista. Il governo invece di bloccare le navi umanitarie combatta le condizioni con cui questi uomini e donne vengono sfruttati.  Mercoledì 8 agosto  Rifondazione  Comunista sarà al corteo, già previsto, che partirà la mattina alle 10 da S.Severo, nei  pressi dell’ex ghetto di Rignano e indetta dall’Usb e a quello organizzato per il pomeriggio con partenza da Foggia dai sindacati confederali e associazionismo. Rifondazione Comunista, si unisce al lutto delle famiglie e degli amici dell”ennesima strage e continua a restare al fianco di chi resiste.