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I TEMPI SONO MATURI PER PASSARE ALLE 30 ORE SETTIMANALI A PARITÀ DI SALARIO

 

Dario Russo

 

I corsi e ricorsi della storia si ripetono  e le conquiste per migliorare l’esistenza del popolo lo possono fare solo le lotte dei lavoratori.

Alla fine dell’ottocento gli operai lavoravano una media di 16 0re al giorno.Ci vorrà una legge del 1899 per fissare un massimo di 12 ore di lavoro giornaliere e poi l’interdizione dal lavoro notturno per i ragazzi dai 13 ai 15 anni.

Nel maggio del 1906 a Torino vengono rivendicate le 10 ore giornaliere e dopo lunghe lotte e scioperi le 10 ore vengono concesse.

Dopo la fine della I Guerra mondiale (1915/18) e dopo dure battaglie sindacali vengono accolte le richieste della FIOM a Torino contro la Federazione Industriale Metalmeccanici e dalle 55/60 ore settimanali si passa alle 48 ore ed anche i siderurgici passano dalle 72 alle 48 ore settimanali e le 48 ore come orario legale sarà riconosciuto a tutte le categorie.

 

Si raggiungeranno le 40 ore settimanali  dopo tutte le lotte del 1968 con la conquista dei diritti dei lavoratori nel 1972/73. Negli anni successivi negli enti pubblici verranno acquisite le 36 ore settimanali.

 

Quindi sono passati oltre 45 anni che le ore lavorative sono di 40 ore settimanali. Inoltre in quet’ultimi anni con l’avvento prima della legge Treu (1966) con il Centrosinistra ed in seguito con la legge Biagi(2003- governo Berlusconi) i lavoratori sono stati penalizzati con i lavori precari e così pure  l’economia, portando indietro le conquiste dei lavoratori a suo tempo raggiunte.

Con il Jobs act del PD la situazione dei lavoratori è ulteriormente peggiorata ed i lavoratori hanno perso molti diritti ((art.18 e l’uso dei voucher  senza contratti di lavoro, ecc)e non c’è futuro per i lavoratori.

Gli imprenditori e gli industriali sono così sempre più ricchi e le classi lavoratrici sempre più povere e la disoccupazione è in aumento.

Non è vero che la disoccupazione è intorno all’11% come ci vogliono fare intendere ma è molto più alta ,perchè la maggioranza dei disoccupati non cercano più lavoro.

I costi dello Stato vanno così sempre ad aumentare in quanto tante industrie usufruiscono della Cassa Integrazione per sopperire alla crisi, mentre se il reddito di inclusione venisse usato per tutti i disoccupati lo Stato andrebbe in defoult.

L’unica alternativa è quella di battersi per la riduzione delle ore di lavoro a 30 ore settimanali per aprire una strada per una nuova occupazione, in particolare per i giovani  così l’economia potrebbe prendere l’avvio ad un nuovo sviluppo per il paese.

 

Forza  coinvolgiamo tutto i sindacati   dicutendone in ogni posto di lavoro.

 

Se volete aggiungere commenti, impressioni  potete scrivere a info@rifondazionesantafiora.it