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10 NOVEMBRE : RIFONDAZIONE IN PIAZZA TRA LE/GLI INVISIBILI , ULTIME NOTIZIE

 

07.11.2018

Stefano Galieni*

 

Mancano 3 giorni alla prima manifestazione nazionale indetta contro questo governo e contro le sue politiche razziste, che colpiscono i più deboli, chi si oppone, chi non accetta un ritorno ad una società patriarcale prenovecentesca, e all’apartheid diffuso. Una manifestazione nata timidamente, attorno a compagne e compagni diversi nelle loro appartenenze politiche e con storie spesso entrate in conflitto ma che, di fronte al governo Salvini, perché di questo si tratta, stanno trovando la forza di unire gli sforzi.

 

Di questo mondo frammentario e plurale, che dovrà sicuramente compiere dei passi in avanti in termini di analisi e di riflessioni politiche, ma che ritiene importante riprendere la parola qui ed ora, Rifondazione Comunista è parte integrante e considerata preziosa. La mobilitazione è cresciuta e sta crescendo di ora in ora. Nonostante i costi proibitivi si registrano pullman da almeno 60 città italiane, sono più di 400 le organizzazioni nazionali e territoriali che hanno aderito e non si contano gli artisti, gli intellettuali, gli uomini e le donne che ci hanno contattato per dire “ci sarò”. Il Dl Salvini è appena stato approvato in Senato tramite il solito voto di fiducia e ora prosegue il suo iter alla Camera ma chi si oppone non si arrende. E a non arrendersi con noi ci saranno le tante vertenze che in questo momento stanno mostrando un paese diverso, da Lodi a Macerata e sarà con noi anche Mimmo Lucano, sindaco di Riace, fra i primi a subire la stretta repressiva perché obbedisce ai doveri dell’accoglienza.

 

Per questo, sabato 10 novembre a Roma, (Partenza alle ore 14.00 da Piazza della repubblica e arrivo a Piazza S.Giovanni), devono essere tante e tanti le compagne e i compagni di Rifondazione comunista a costruire un unico grande spezzone con le nostre bandiere. Cominceremo a trovarci dalle ore 13, in piazza, di fronte alla Basilica di S. Maria degli Angeli. La nostra presenza non vuole essere una semplice affermazione di identità e non si realizza solo per ritrovarci finalmente in un momento comune di mobilitazione. Ma perché la nostra coerente storia antirazzista ci rende indispensabili alla crescita di un movimento aperto, capace di contaminare e contaminarsi, in grado di stabilire le nette connessioni fra razzismo, xenofobia e sfruttamento. Saremo in piazza per portare le nostre parole contro le diseguaglianze sociali prodotte dalle politiche neoliberiste di cui la condizione di subalternità che si impone a migranti e rifugiati è la cartina di tornasole per definire l’impianto sociale imposto dalle classi dominanti. Una gerarchia rigida che separa radicalmente chi ha il diritto di prendersi tutto da chi non deve aver diritto a nulla. Chi deve continuamente temere di essere sottoposto a sgomberi, provvedimenti repressivi come i Daspo, condanne per disobbedienza civile e sociale da chi commette nell’ impunità più assoluta crimini contro l’umanità, rimandando profughi nei lager libici o sottraendo risorse della collettività per fini privati. Una manifestazione che nel voler rappresentare l’opposizione alle 80 pagine di odio puro del Decreto Salvini, intende mettere sullo stesso piano sfruttate e sfruttati a partire da condizioni individuali e sociali, da discriminazioni subite sul posto di lavoro o nella ricerca di un alloggio, di un reddito, del diritto ad un futuro. La storia stessa di Rifondazione Comunista, di cui dovremo sovente essere più orgogliosi, racconta di come spesso siamo stati fra i pochi a tentare di interpretare i bisogni degli oppressi, senza voler costruire divisioni, gerarchie, senza accettare la religione neoliberista che ci vuole perennemente divisi. Occorre allora e anche in tempi brevi un nostro scatto d’orgoglio. Portiamola in piazza insieme questa nostra storia il 10 novembre, portiamola pensando al presente e al futuro di questo paese, di questa Europa ma anche di questo nostro prezioso partito. Portiamola sapendo di non essere autosufficienti, volendo continuare a batterci per una alleanza concreta di tutte le forze antiliberiste e anticapitaliste, ma senza rinunciare alle nostre prerogative, al nostro ruolo. Che per una volta si abbandonino le ritrosie, si rinunci agli impegni personali e ci si faccia forza nonostante la stanchezza. Che ci si impegni insieme, per la riuscita tanto del corteo quanto della nostra presenza in piazza. Ne usciremo rafforzati tutti e tutte.

*Resp Pace, Movimenti e Immigrazione (PRC-S.E.)