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MA NON VI BASTANO NEMMENO LE MINACCE ALL'ANPI ?

06.02.2019

Giulio Cavalli

Da Left

 

L'ultimo nemico del ministro dell’Interno è l’Anpi. Sì, sì avete capito bene: l’Associazione nazionale partigiani d’Italia è considerata nemica del popolo italiano, addirittura negazionista e, dice Salvini, non merita i generosi contributi dello Stato.

 

A colpire l’Anpi, oltre a Salvini, ci pensa ovviamente Il Giornale che titola “Partigiani con i soldi pubblici: ecco gli incassi di Anpi & Co.” e si lancia in un delirante articolo in cui racconta di «Un’ambiguità che rende comprensibile le ire della Lega e dell’intero centrodestra: mentre l’assessore veneto Elena Donazzan chiede a Mattarella di “valutare lo scioglimento” dell’Anpi, il Carroccio punta a togliergli i (generosi) finanziamenti statali. “È necessario rivedere i contributi alle associazioni che negano le stragi fatte dai comunisti nel dopoguerra”, ha detto il ministro dell’Interno. Apriti cielo».

 

E non solo: nella migliore tradizione di rimestamento di feci scambiato per giornalismo ci tiene a fare i conti in tasca alle associazioni antifasciste (del resto, non avete mai notato quanti ex partigiani sfrecciano per le nostre città con Ferrari e Rolex al polso?) parlando di «una galassia antifascista davvero variegata». Come se non fosse la Costituzione stessa, antifascista. Come se non fosse la nostra democrazia, antifascista. Come se non fosse, da sempre che il contrario del fascismo che vorrebbero restaurare non sia il comunismo ma piuttosto la democrazia.

 

Ora ci sarà qualcuno che ci spiegherà che la polemica con l’Anpi è un semplice diverbio. Cercheranno di minimizzare ben sapendo che i topi usciti dalle fogne invece in questi giorni stanno assistendo alla realizzazione dei loro sogni più reconditi.

 

Il 25 aprile 2016 il presidente Anpi disse: La Resistenza è stata sogno, sacrificio, utopie, vittorie, sconfitte, perdite; giorni belli e giorni difficili. Ma abbiamo resistito e abbiamo vinto. Dunque, vincere si può, anche approfittando di un giorno di festa, per trovare la gioia di stare insieme e provare, insieme, a costruire un futuro migliore: una società più giusta ed equa, dove ci sia più libertà, più uguaglianza, più lavoro, più dignità, per tutti. È un sogno? Ma i sogni si avverano se si sanno compiere le scelte e se si sa gettare tutti se stessi verso l’obiettivo. In fondo, è ciò che volevano i Resistenti, è ciò che volevano i nostri caduti. In loro nome e per i nostri giovani, prendiamo in mano il nostro futuro e rinnoviamo l’Italia, diffondiamo l’idea della pace, della solidarietà; e questo sarà il frutto migliore di un giorno come questo.

 

Ma non vi bastano nemmeno le minacce all’Anpi per accorgervi di questo tanfo?