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L’ABOLIZIONE DELLE ACCISE E LA POTENZA DEI NUMERI

11/04/2019

da Left

Giulio Cavalli

 

Ma ve lo ricordate Salvini tutto baldanzoso in televisione quando annunciava che avrebbe abolito le accise sulla benzina? Ve li ricordate i bar in cui si diceva “peccato che non abbia i voti perché lui è uno che farebbe veramente ciò che dice”? Bene, i voti li ha trovati dal Movimento 5 Stelle che da partito si è trasformato in trampolino di lancio per l’ultradestra e si è fatto ingoiare da Salvini (e infatti ora Di Maio imita il nuovo Pertini de’ noialtri) e allora mi sono detto andiamo a vederli questi numeri, no? I numeri hanno qualcosa di bellissimo: sono lì, monumentali, non scalfibili, non interpretabili, non condizionabili. Evviva i numeri.

 

Le accise dunque. Ci sono ancora. Tutte. Dal Belice al Vajont. Tutte, anche quelle della guerra in Abissinia e pesano circa il 40% del totale. Ecco tutto. Anzi, nel nuovo Def c’è un aumento delle accise per 130 milioni all’anno nel triennio 2020-2022. Forte, vero?

 

Imu e Tasi valgono 21 miliardi di gettito per la casse comunali. Sapete cosa ha proposto Salvini? Di accorparle? Ovvero? Ovvero non cambia niente. Cambierà forse il nome. Ma i numeri (ah, maledetti numeri) rimangono sempre gli stessi. Evviva.

 

Secondo un’inchiesta de Il Sole 24 Ore l’Imu è aumentata quasi in una città su dieci (9,4%) mentre l’addizionale Irpef è stata ritoccata nel 7,3% dei casi. Ah, il taglio delle tasse.

 

Il taglio delle tasse è un altro must imperdibile: da dieci mesi Di Maio e Salvini ci dicono che taglieranno le tasse e saremo tutti felici. Dopo l’abolizione della povertà arriverà la felicità di cittadinanza , dicono loro. Solo che sul Def che hanno licenziato sfortuna vuole che compaiano i numeri, appunto, e i numeri dicono che quest’anno la pressione fiscale salirà al 42,4 del Pil mentre l’anno scorso era al 42%. Strano, vero?

 

È che anche in politica, come nella vita, tocca fare i conti con la realtà: ho un amico che al bar offre da bere a tutti per risultare brillante e poi tira la cinghia fino al mese successivo. Noi lo sappiamo, lo trattiamo con distratta simpatia. Solo che, ci pensavo oggi, noi non lo eleggeremo mai, uno così.