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SPAGNA , I SOCIALISTI STRAVINCONO MA LE DESTRE SPINGONO FORTE

Luca Tancredi Barone

BARCELLONA

da Il Manifesto

 

Elezioni. Psoe di gran lunga primo partito ma senza maggioranza assoluta. L’ultradestra di Vox entra in parlamento

 

Le elezioni di ieri (con un’affluenza molto elevata: il 78%, la terza più alta dall’avvento della democrazia) lasciano un sapore agrodolce.

 

Il partito socialista di Pedro Sánchez è il primo partito, con il doppio dei voti del Partito popolare. Con il 29% dei voti, i socialisti si garantiscono 122 seggi, molti più degli 84 dell’ultima legislatura (che aveva segnato un record negativo).

 

I popolari invece crollano al di sotto del 17%, con 66 seggi, il peggior risultato di sempre (nella scorsa legislatura ne avevano 137).

 

Ma i veri vincitori morali di queste elezioni sono altri due partiti di destra. Ciudadanos infatti arriva a ben 58 seggi (da 32), con 16% dei voti. Sono il terzo partito, meno di un punto del Pp.

 

E soprattutto Vox irrompe nel parlamento spagnolo, con ben 24 seggi, più del 10% dei voti. C’è chi si consola pensando che sono pur sempre meno dei 50 che prevedeva qualcuno.

 

Unidas Podemos con gli alleati catalani di En comú podem arrivano solo a 42 seggi, quasi il 15% dei voti. Oggi erano il terzo partito, con 72 seggi, a un passo dai socialisti.

 

In Catalogna si è imposta Esquerra Republicana, che passa da 9 a 15 deputati (è la prima volta che il partito è il primo in Catalogna), mentre i il partito di Puigdemont (che esprime anche l’attuale presidente catalano Torra) ottiene7 seggi (erano 8); e nei paesi baschi, il Partito nazionalista basco passa da 5 a 6.

 

Questi tre partiti rimangono chiave per i futuri accordi (e formavano parte del blocco che aveva portato Sánchez a vincere la mozione di sfiducia a Rajoy un anno fa).

 

Insieme, socialisti e Podemos (con il deputato valenziano di Compromís) arrivano a 165 seggi, ben al di sopra dei 148 seggi delle tre destre: ma in voti Pp, Ciudadanos e Vox hanno 400mila voti in più (quasi 2%) di Sánchez e Iglesias. Effetto della complessa legge elettorale spagnola, che distorce molto i risultati dei collegi più piccoli e penalizza la frammentazione, che stavolta colpiva più la destra che la sinistra.

 

Obiettivo dichiarato di Unidas Podemos è quello di creare le basi di un accordo con un rafforzato Sánchez, ma sulla carta Psoe e Ciudadanos assieme avrebbero una solida maggioranza di 180 voti.

 

Tutto dipenderà dai negoziati delle prossime settimane.

 

Nel Senato, importante solo per l’eventuale applicazione di un nuovo articolo 155 e per sconfiggere il blocco della spesa pubblica imposto dal Pp nella scorsa legislatura, i socialisti tornerebbero dopo 20 anni ad avere la maggioranza.