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DAL 10 AL 12 MAGGIO EVENTO NAZIONALE "UN'ALTRA EUROPA RIPARTE DALLE CITTA'".

Dal 10 al 12 maggio evento nazionale – coordinato dalla Rete delle Città in Comune – in numerose città, in vista delle amministrative del 26 maggio: "un'altra Europa riparte dalle città".

 

Noi con te, te con noi. Da queste semplici e apparentemente banali parole vogliamo ricostruire le nostre città, le nostre comunità. Se comunità significa cambiare radicalmente la politica locale, ma anche nazionale ed europea, che negli ultimi decenni ha portato pochi a essere sempre più ricchi e tanti ad impoverirsi sempre più, allora ci definiamo radicali. Se cambiare significa lottare per chi si trova nelle nostre città in condizioni di estrema difficoltà e di fragilità e  contro coloro che queste condizioni hanno generato, allora vogliamo cambiare, insieme. Se ci dicono “prima gli italiani” per perpetuare la condizione di sudditi di molti rispetto a politiche neo liberiste  e di austerità per poi “soddisfare” la rabbia montante contro chi italiano non è, noi ci dichiariamo cittadini e cittadine del mondo per poter dire “prima tutti gli sfruttati e i marginalizzati”. Perché a questi siamo simili, perché il diritto ad una vita dignitosa non han nazionalità, mentre chi le disuguaglianze vuol far permanere ha nome e cognome. E sono quelli che – in un finto teatrino che ha svilito la politica a mera conquista del potere – ci hanno governato a tutti i livelli negli ultimi decenni. E continua a farlo. Con un finto cambiamento che significa unicamente aumentare esponenzialmente lo stesso sistema, continuare, con gradazioni diverse, quanto visto dai governi nazionali e locali di tutti i “colori”: dividere, incattivire,  respingere. Per perpetuare lo stato di cose esistente con le solite armi di distrazione di massa. Precarizzare il lavoro, non combattere la povertà ma i poveri, magari allontanandoli dalle città con circolari e leggi fatte ad hoc (Minniti, poi il “moltiplicatore” Salvini & C) in una società prevaricante con record per soprusi e femmicidi. Con la donna in quanto soggetto di potenziale (questo si) cambiamento radicale della società tutta e per questo che “essi” vorrebbero ricacciare in ruolo che definire medievale fa torto al medio evo, o dividere regioni da regioni con un federalismo “indifferenziato” in quanto fautore della stessa logica di divisione. Contrapporre diritti civili a diritti sociali, per dividere il fronte di chi chiede una società più equa e piu giusta, dove equa e giusta significa aperta e plurale. Per questo ci presentiamo in alternativa alle destre ma anche al cosiddetto centro sinistra e a ipotesi di frontismo non solo - per le motivazioni dette - sbagliato ma anche sopratutto inutile. Per questo – e contro questa narrazione barbarica – ci presentiamo alle elettrici e agli elettori delle nostre città e condividiamo l’impegno della campagna per le elezioni Europee de “La Sinistra” e lanciamo – con il coordinamento della Rete delle Città in Comune, l’evento nazionale “le piazze  ribelli” che si terrà nei giorni da venerdi 10 a domenica 12 Maggio. Una serie di appuntamenti in contemporanea in tante città che vanno al voto amministrativo il prossimo 26 maggio. Terremo appuntamenti negli stessi giorni e affronteremo quelli che sono i temi con i quali gli enti locali vengono schiacciati dalle politiche di austerità e con proposte per “ribaltare il tavolo” e proporre una alternativa: uscire dalla trappola della finanziarizzazione dei Comuni e dalla rapacità di potentati che questo comporta, costruire nuovo e buon lavoro attraverso strumenti poco utilizzati, combattere le politiche securitarie di Salvini contro migranti e presunti “diversi” colpiti dalla discarica sociale, per una progressività fiscale locale e uno sviluppo economico sociale e urbanistico che serva a tutti e non soddisfi gli appetiti di pochi, per la difesa dei beni comuni e la riqualificazione del patrimonio pubblico,per un vero diritto all'abitare contro la privatizzazione dei servizi. Per una politica partecipata, plurale, per un'altra idea di paese e di Europa.

 

Rete delle Città in Comune

 

Dal 10 al 12 maggio evento nazionale – coordinato dalla Rete delle Città in Comune – in numerose città, in vista delle amministrative del 26 maggio: "un'altra Europa riparte dalle città".

 

Noi con te, te con noi. Da queste semplici e apparentemente banali parole vogliamo ricostruire le nostre città, le nostre comunità. Se comunità significa cambiare radicalmente la politica locale, ma anche nazionale ed europea, che negli ultimi decenni ha portato pochi a essere sempre più ricchi e tanti ad impoverirsi sempre più, allora ci definiamo radicali. Se cambiare significa lottare per chi si trova nelle nostre città in condizioni di estrema difficoltà e di fragilità e  contro coloro che queste condizioni hanno generato, allora vogliamo cambiare, insieme. Se ci dicono “prima gli italiani” per perpetuare la condizione di sudditi di molti rispetto a politiche neo liberiste  e di austerità per poi “soddisfare” la rabbia montante contro chi italiano non è, noi ci dichiariamo cittadini e cittadine del mondo per poter dire “prima tutti gli sfruttati e i marginalizzati”. Perché a questi siamo simili, perché il diritto ad una vita dignitosa non han nazionalità, mentre chi le disuguaglianze vuol far permanere ha nome e cognome. E sono quelli che – in un finto teatrino che ha svilito la politica a mera conquista del potere – ci hanno governato a tutti i livelli negli ultimi decenni. E continua a farlo. Con un finto cambiamento che significa unicamente aumentare esponenzialmente lo stesso sistema, continuare, con gradazioni diverse, quanto visto dai governi nazionali e locali di tutti i “colori”: dividere, incattivire,  respingere. Per perpetuare lo stato di cose esistente con le solite armi di distrazione di massa. Precarizzare il lavoro, non combattere la povertà ma i poveri, magari allontanandoli dalle città con circolari e leggi fatte ad hoc (Minniti, poi il “moltiplicatore” Salvini & C) in una società prevaricante con record per soprusi e femmicidi. Con la donna in quanto soggetto di potenziale (questo si) cambiamento radicale della società tutta e per questo che “essi” vorrebbero ricacciare in ruolo che definire medievale fa torto al medio evo, o dividere regioni da regioni con un federalismo “indifferenziato” in quanto fautore della stessa logica di divisione. Contrapporre diritti civili a diritti sociali, per dividere il fronte di chi chiede una società più equa e piu giusta, dove equa e giusta significa aperta e plurale. Per questo ci presentiamo in alternativa alle destre ma anche al cosiddetto centro sinistra e a ipotesi di frontismo non solo - per le motivazioni dette - sbagliato ma anche sopratutto inutile. Per questo – e contro questa narrazione barbarica – ci presentiamo alle elettrici e agli elettori delle nostre città e condividiamo l’impegno della campagna per le elezioni Europee de “La Sinistra” e lanciamo – con il coordinamento della Rete delle Città in Comune, l’evento nazionale “le piazze  ribelli” che si terrà nei giorni da venerdi 10 a domenica 12 Maggio. Una serie di appuntamenti in contemporanea in tante città che vanno al voto amministrativo il prossimo 26 maggio. Terremo appuntamenti negli stessi giorni e affronteremo quelli che sono i temi con i quali gli enti locali vengono schiacciati dalle politiche di austerità e con proposte per “ribaltare il tavolo” e proporre una alternativa: uscire dalla trappola della finanziarizzazione dei Comuni e dalla rapacità di potentati che questo comporta, costruire nuovo e buon lavoro attraverso strumenti poco utilizzati, combattere le politiche securitarie di Salvini contro migranti e presunti “diversi” colpiti dalla discarica sociale, per una progressività fiscale locale e uno sviluppo economico sociale e urbanistico che serva a tutti e non soddisfi gli appetiti di pochi, per la difesa dei beni comuni e la riqualificazione del patrimonio pubblico,per un vero diritto all'abitare contro la privatizzazione dei servizi. Per una politica partecipata, plurale, per un'altra idea di paese e di Europa.

 

Rete delle Città in Comune