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QUINDI ORA SOSPENDONO ANCHE IL PROFESSORE DELL'ONU?

20/05/2019

da Left

Giulio Cavalli

 

 

 

Che Paese l’Italia, quest’Italia, questa che stiamo vivendo come se fosse un buco nero da cui sembra impossibile uscire e che si sbraccia per un manifesto, una contestazione pacifica a violenti protofascisti oppure che si mette a perquisire uno travestito da Zorro. Roba da teatro se non fosse che le vite sono vere, le sofferenze sono vere, le disperazioni sono vere e che intanto il tassametro della ferocia continui a mietere vittime, vere.

 

Ora interviene addirittura l’Onu per chiedere (a chi?) di mettere un freno alle politiche di Salvini e in particolare modo al cosiddetto Decreto sicurezza bis che «fomenta il clima di ostilità e xenofobia», «viola le convenzioni internazionali». Dice L’Onu che il ministro dell’Interno Salvini alimenta la xenofobia e che non vengono rispettati, qui da noi, i diritti dei rifugiati.

 

Tutte cose che scriviamo da mesi e che ripetiamo ogni giorno, tutti i giorni. Qui non è solo questione di umanità o di buonismo come dicono i cattivisti: qui è questione di regole che l’Occidente si è dato da secoli e che vengono regolarmente violate, qui si tratta di leggi che non vengono rispettate, qui siamo di fronte a diritti calpestati. Non si tratta solo di essere razzisti: si tratta di essere al di fuori dei limiti della legge, della Costituzione e dei trattati internazionali e ben venga che anche l’Onu si svegli e lo scriva nero su bianco.

 

Mi sorge però un dubbio, una domanda spontanea: se alle stesse conclusioni dell’Onu erano già arrivati qualche giorno fa quegli studenti di Palermo (che quindi hanno “di fatto” anticipato la lettera Onu) e si sono ritrovati la professoressa sospesa da un servizievole direttore scolastico ora il provveditorato di Palermo sospenderà anche l’Onu? Così per sapere. Anche perché proprio di questo si parlava nella tesi dei ragazzi: di una discriminazione che riporta alla mente i tempi bui di ben altre discriminazioni e l’indifferenza che già nella storia ha provocato danni incalcolabili.

 

Oppure anche nel campo delle punizioni vale il famoso detto prima gli italiani?