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LA NOSTRA SOLIDARIETA' A NICOLETTA DOSIO AGLI ARRESTI DOMICILIARI,"LA PASIONARIA" DEL MOVIMENTO "NO TAV"

Pubblicato il 22/09/2016

«La nostra piena solidarietà a Nicoletta Dosio – ha dichiarato il segretario del Prc, Paolo Ferrero – del movimento NO TAV che da stamattina è agli arresti domiciliari a Bussoleno per aver disobbedito ai precedenti provvedimenti restrittivi. Tra le altre cose è accusata di aver partecipato ad una iniziativa di Rifondazione Comunista contro la TAV. La scelta di Nicoletta di disobbedire alle misure restrittive non è un incidente di percorso ma una scelta politica e come tale noi la sosteniamo: la TAV non è solo inutile e dannosa, uno spreco di denaro pubblico finalizzato agli affari dei soliti noti, ma è un laboratorio di militarizzazione del territorio della val di Susa e di repressione del movimento di lotta. Lo scontro sulla TAV è quindi una rappresentazione plastica di come il potere si comporta verso il conflitto sociale quando questo dura nel tempo e sedimenta identità antagonista. Sosteniamo quindi e condividiamo la scelta politica di Nicoletta, perché la sua disobbedienza mette a nudo, più di mille discorsi, la brutalità di un sistema subalterno ai poteri forti ed arrogante e repressivo con i popoli».
Anche Eleonora Forenza, eurodeputata dell’Altra Europa – gruppo GUE/NGL, ha espresso la sua «solidarietà» a seguito della nuova misura che ha colpito l’attivista No Tav, inviando un «abbraccio alla compagna Nicoletta», con la quale, tra l’altro, l’europarlamentare ha visitato il sito dell’alta velocità, visita durante la quale Nicoletta si era incatenata alle barriere del cantiere di Chiomonte.
«Tutto procede nella più completa cecità burocratica giudiziaria – ha aggiunto Ezio Locatelli, Prc Torino -. La disobbediente No Tav Nicoletta Dosio è stata posta questa mattina agli arresti domiciliari per non avere ottemperato all'obbligo di dimora nel comune di Bussoleno per delle ipotesi di reato risibili riferite a proteste e contestazioni di un anno fa. Nicoletta , in questo periodo, ha partecipato a diverse iniziative di discussione – tra cui la Festa Nazionale di Rifondazione Comunista di Firenze – sulle ragioni della lotta No Tav in Valsusa e anche a sostegno della campagna per il No allo stravolgimento della Costituzione nata dalla lotta di Liberazione. L’aggravamento delle misure restrittive disposto dall'autorità giudiziaria di Torino ha il sapore di un atto vendicativo visto che viene motivato con “l’entità del numero e della frequenza delle violazioni, le quali evidenziano una personalità estremamente negativa, intollerante delle regole e totalmente priva del minimo spirito collaborativo”. A Nicoletta la solidarietà piena e incondizionata di Rifondazione Comunista. Disobbedire contro misure ingiuste e ingiustificate non è reato! Adesso denunciateci tutti per favoreggiamento».
Per Fabio Panero, segretario regionale Prc del Piemonte:«Stamane alle 6 la Questura di Torino si è presentata a casa di Nicoletta Dosio, storica attivista e lider No Tav e nostra candidata alle ultime elezioni europee per l’Altra Europa, notificandole la misura cautelare degli arresti domiciliari in sostituzione a quella dell’obbligo di dimora. Nicoletta fu sottoposta il 23/06 alla misura di obbligo di presentazione quotidiana ai carabinieri di Susa, mai ottemperata, e che in data 27/07 tale misura, su ricorso di Rinaudo, fu aggravata con quella dell’obbligo di dimora in Bussoleno. Nicoletta in tour in giro per l’Italia con “Io sto con chi Resiste”, tour che cominciò proprio a Cuneo in un bellissimo incontro nella Federazione provinciale di Rifondazione Comunista, ha violato sistematicamente anche questa applicazione e dichiarato pubblicamente, in molte occasioni, la sua volontà di non rispettare queste ingiuste imposizioni. A seguito della segnalazione di violazione da parte della polizia proprio per quel primo incontro cuneese, tra le tante, emerge dalle carte consegnate oggi a Nicoletta come ella abbia commesso reato “nonostante avesse ben compreso il contenuto della misura cautelare e delle relative prescrizioni (che ha espressamente dichiarato di rifiutare), addirittura non presentandosi all'interrogatorio di garanzia fissato …” e come “tali condotte dimostrano che la misura originariamente applicata) e nonostante i divieti le fossero stati espressamente ribaditi ella ha ripreso, o meglio, ha continuato a “tresgredire”. Risulta evidente che parlare in giro per l’Italia di grandi opere inutili come la TAV e del malaffare che ci sta dietro è considerato pericoloso. Io sto con chi resiste».