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CARLA NESPOLO(ANPI): «RAZZISMO SDOGANATO E DESTRE ASTENUTE PER NON DELUDERE IL LORO ELETTORATO»

Roberto Ciccarelli

 

L'astensione delle destre sul voto alla commissione Segre contro odio, antirazzismo e antisemitismo. Intervista a Carla Nespolo, presidente dell'associazione nazionale partigiani (Anpi): "A furia di alimentare il razzismo hanno modificato il senso comune per cui oggi dichiararsi antisemiti o razzisti non è più una vergogna. Lo hanno diffuso, non riescono più a fermarlo. Ora la commissione affronti il problema dell’odio sul web e le fake news. La repressione non basta. Bisogna ripartire dalle scuole. E il governo non rinnovi le intese con la Libia e abolisca i decreti Salvini. C'è un'altra Italia, bisogna darle voce"

 

«Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia che si sono astenute sulla Commissione Segre contro l’istigazione all’odio, al razzismo e all’antisemitismo hanno scritto una pagina veramente inedita nella storia parlamentare – afferma Carla Nespolo, presidente dell’Associazione Nazionale dei Partigiani (Anpi) – Anche nei tempi più bui sui valori fondanti si è trovata una condivisione. La loro astensione è un passo indietro ulteriore nel dibattito pubblico. Chi, nel mondo democratico e antifascista, pensa che ci sia una destra liberale si dovrà ricredere».

 

Quali sono le ragioni di fondo di questa astensione?
Deriva dal fatto, probabilmente, che non volevano deludere il loro elettorato. A furia di alimentare a piene mani il razzismo hanno modificato anche il senso comune per cui oggi dichiararsi antisemiti o razzisti non è più una vergogna come lo era in passato. Hanno diffuso il razzismo, non riescono più a fermarlo.

 

La prima cosa da fare, ora?
È importante che la Commissione lavori bene e affronti il vero problema: l’odio sul web e le fake news. Senza una regola, si manipola l’opinione pubblica. È una priorità. Accanto alla repressione ci vuole però anche l’educazione. Bisogna ripartire dalle scuole. Tra i bambini non c’è razzismo, nasce dagli adulti, è il prodotto di una società diseguale.

 

Secondo l’Osservatorio sull’antisemitismo la senatrice Segre è attaccata da 200 post antisemiti al giorno. Secondo lei perché?
Perché è un simbolo di combattività e coerenza. Ed esiste una suburra nell’opinione pubblica alimentata proprio da chi, a cominciare da Salvini, è andato in giro a seminare razzismo. È difficile fermare queste ondate. Non so cosa patirei in questa situazione. La senatrice ha una forza ammirevole.

 

La polemica delle destre contro la Commissione Segre è dovuta alla natura politica della mozione che denuncia sia le forme di incitamento all’antisemitismo, sia le discriminazione razziste contro minoranze e immigrati? È l’antirazzismo, la lotta contro la discriminazione dei rom, che hanno fatto saltare il loro voto?
È probabile, anche se non sono nella loro mente. In ogni caso il rischio che vedo è considerare il razzismo come una parola neutrale. No, il razzismo è un reato scritto già nella Costituzione. È tutto ciò contro cui noi democratici e antifascisti abbiamo lottato per una vita. Bisogna tornare a indignarsi, forse non lo abbiamo fatto abbastanza. A volte lo abbiamo considerato un epifenomeno che si sarebbe risolto da solo. Non è così. Oggi bisogna alzare barriere di intelligenza e fermezza nei confronti di chi pratica queste idee.

 

A giustificazione dell’astensione alcuni senatori delle destre hanno sostenuto che la lotta contro le discriminazioni realizzate in nome «dell’etnocentrismo o nazionalismo aggressivo», prevista tra i compiti della commissione, potrebbe trasformarsi in un attacco alla loro libertà delle idee. Salvini ha parlato di un controllo da Stato orwelliano. Cosa ne pensa?
Penso che il loro sia stato un voto così vergognoso che stanno cercando di giustificarsi. Hanno visto le reazioni enormi prodotte dalla loro astensione e hanno capito di avere fatto uno scivolone. Spero che, anche nel loro mondo, ci sia qualcuno che gli dica di fermarsi. So bene che Casa Pound e affini invocano il diritto di opinione per esporre le loro idee aberranti. Vorrei ricordargli che questo diritto glielo hanno dato gli antifascisti che hanno combattuto contro Mussolini e Hitler. Che diritto c’era allora di esprimere un’opinione? Questo diritto lo abbiamo conquistato noi, i nostri antenati e il popolo democratico. Oggi anche loro ne usufruiscono, ma cercano di abusarne. Il fascismo non è un’opinione. È un crimine.

 

Cosa risponde a chi ritiene che le leggi per colpire l’istigazione all’odio esistono già e che questa commissione è il frutto della volontà di istituire un «tribunale del bene» contro il «male»?
Questa commissione può semplicemente vigilare sui reati causati dall’odio in rete, svolgendo un lavoro molto prezioso. Quanto alle ricostruzioni inviterei a un maggiore rispetto per la senatrice Segre che ha ispirato questa commissione, una donna che a 13 anni è stata internata a Auschwitz. Questi soloni dell’opportunismo sono gli stessi che hanno sempre cercato di sviare l’attenzione sull’applicazione delle leggi Mancino e Scelba. Sono leggi che vanno bene, e vanno applicate, ma evidentemente non bastano per le nuove forme di odio e razzismo.

 

Che cosa lega oggi la lotta antifascista condotta dall’Anpi alla lotta antirazzista?
Il razzismo è la radice del nazismo e del fascismo. Oggi bisogna lavorare perché vengano difesi e estesi i diritti umani garantiti dalla Costituzione nata dalla lotta di liberazione contro il fascismo. Per questo vigiliamo. Con noi ci sono tante persone che lottano ogni giorno contro il razzismo e la discriminazione. C’è un’altra Italia. Il problema è che deve avere voce anche nella politica.

 

Il governo Conte deve rinnovare il memorandum d’intesa con la Libia che regola tra l’altro la gestione dei campi per trattenere i migranti in quel paese?
Non deve rinnovarlo. Penso che questo governo debba prendere la bandiera della difesa dei diritti umani con più forza. Quello che è certo è che in Libia non c’è alcun rispetto di questi diritti. Non basta un’aggiustatina, o qualche vincolo in più che nessuno riesce a verificare come viene applicato.

 

Anche sui decreti Salvini si parla di un’aggiustatina. Voi chiedete l’abolizione?
Sì, sono sicuramente da abolire. Ho rivolto un appello ai parlamentari per non votarli. Non mi hanno ascoltato. Lasciarli ora è un grande errore e una delusione.