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LA SVASTICA SULLA MEMORIA

28/01/2020

Giulio Cavalli

Left

 

Serve un evento che plasticamente racconti l’aria intorno a questa Giornata della Memoria appena trascorsa qui in Italia nel 2020? Ecco qui: a Rezzato, Brescia, Madiha, una barista italiana di origine marocchine che sconta la colpa di avere una pelle più scura, ha ritrovato il suo bar Casblanca con la vetrina distrutta e il pavimento insozzato da insulti razzisti. C’era anche una svastica e siccome i fascisti sono anche cretini (è una legge matematica: non tutti i cretini sono fascisti ma tutti i fascisti sono dei cretini) l’hanno disegnata al contrario. Imbecilli.

 

L’evento fa il paio con la scritta comparsa nella notte tra il 23 e il 24 gennaio sulla porta dell’abitazione dell’ex staffetta partigiana Lidia Beccaria Rolfi, deportata a Ravensbruck come politica ma testimone dell’Olocausto.

 

Gente che piscia sui luoghi della memoria perché inquinare la memoria e la storia è l’unico atto politico di cui sono capaci, inetti come sono a scrivere una loro storia che non sia solo odio e violenza. Dei falliti che hanno la fortuna di questi tempi di essere trattati come degli imbecilli quando sono dei veri e propri criminali, sono la coda lunga della merda che ha coperto la civiltà nei suoi anni peggiori.

 

«Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò disprezzo, temo e odio gli indifferenti. Le parole di un grande intellettuale e uomo politico, Antonio Gramsci, rendono bene il senso di una malattia morale che può essere anche una malattia mortale. L’indifferenza racchiude la chiave per comprendere la ragione del male, perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore. L’indifferente è complice»: l’ha scritto Liliana Segre, un’altra colpevole di essere sopravvissuta.

 

Se volete un termometro di questo tempo vi basta sfogliare la cronaca nera, putrida e turpe, che ci arriva regolarmente dagli angoli d’Italia. Una svastica sulla Memoria nel giorno della Memoria è qualcosa che non avremmo mai creduto di dover raccontare. E invece siamo arrivati fin qui. E quelli continuano a dirci che esageriamo, noi, a notare il sudiciume.