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CHE LE POSTE ITALIANE USASSERO I DRONI PER I PACCHI ON-LINE

18/03/2020

 

La notizia della morte per Coronavirus di due lavoratori postali nel bergamasco ripropone anche nella nostra provincia il seguente dilemma: le Poste sono ora come ora un servizio indispensabile o no?

 

Il contratto di programma disciplina negli articoli 2 e 3 gli obblighi della Società in oggetto, ponendo la stessa come servizio essenziale ed in effetti lo è tutti i giorni normali, ma ora?

 

Ora no, e lo possiamo capire facendo riferimento alle dinamiche lavorative che gli stessi lavoratori postali, appartenenti alla Federazione del partito della Rifondazione Comunista di Grosseto, ci raccontano.

Tali dinamiche sono in piena sintonia con le osservazioni che i sindaci di Gavorrano, Santa Fiora e Monterotondo proprio in questi giorni, hanno esposto a Prefetto e Istituzioni, Regione, Uncem.

 

Se da una parte i lavoratori definiscono la loro mansione di lavoro sul territorio a rischio di contagio e di trasmissione, hanno pure le loro ragioni. E badate bene, non si riferiscono esclusivamente alla palese insufficienza che anche i Sindacati territoriali postali, non tutti, denunciano da settimane,  e che riguarda l'inadeguatezza dei dispositivi sanitari forniti ai dipendenti postali o alla sanificazione degli uffici, stabilimenti, macchinari, auto e furgoni, che non è ancora avvenuta a fondo, facendo registrare ritardi pericolosi per tutti, lavoratori e cittadini; la critica dei lavoratori postali  grossetani aderenti al PRC, riguarda le dinamiche organizzative predisposte dall'azienda in questo momento di crisi virologica-pandemica.

 

Evidenziano una contraddizione, che nel contenuto è analoga a quella esposta dai Sindaci su menzionati. I postelegrafonici, per quanto concerne le loro mansioni attuali ci confermano, ad esempio, che gli oggetti a firma da recapitare a domicilio dai portalettere che richiedono dettagliate notifiche, AG, patenti, Sim, carte d'identità, insomma tutto ciò che richiede uno scambio ravvicinato di documenti da perfezionare e soldi eventualmente da scambiare con l'utente, viene evitato invitandolo a ritirare gli oggetti postali presso gli uffici.

 

Le Raccomandate ordinarie invece ecc, il portalettere le può firmare personalmente e imbucarle nella cassetta della corrispondenza dell'utente se questi è consenziente e quindi presente al proprio domicilio, viceversa se assente viene invitato anch'esso, attraverso il consueto avviso in cassetta, all'ufficio postale per ritirare l'oggetto. E si procede così anche per i famosi pacchi on-line.

 

I Sindaci, dal canto loro, sono intervenuti sulla questione del servizio postale dando battaglia sull'illogica organizzazione degli uffici adottata ultimamente, che prevede la chiusura di tutti gli uffici periferici. Essi sostengono che lasciare aperto solo un ufficio in un vasto territorio obblighi a spostamenti e concentrazioni di utenza, vietati dal DPCM Covid19. C'è da notare che su tale argomento l'Uncem ha ripreso i sindaci in questione, sostenendo che ridurre gli orari degli uffici va di pari passo con la necessità di “stare a casa”, nonché di utilizzare il meno possibile i servizi degli sportelli aperti. Ma, in poche parole, quello che invece avviene, è la concentrazione in un unico ufficio postale dei servizi offerti su un vasto territorio, sia il servizio di BancoPosta che del Recapito per il ritiro della posta inesitata.

 

Per noi è giusta l’osservazione che hanno fatto notare i Sindaci, e che anche i lavoratori postali ci hanno confermato. Come dire: o non si esce da casa e portiamo i servizi più vicino possibile all'utenza e teniamo aperti anche molti uffici periferici per evitare assembramenti e lunghi spostamenti ai cittadini; oppure il servizio postale, in deroga al ruolo di servizio essenziale, deve chiudere i battenti per 15/20 giorni. Non ci sono scappatoie a parere nostro.

 

Inoltre un altro fenomeno inquietante del momento, ci dicono i lavoratori, è quello di assistere sbigottiti all'aumento esponenziale degli ordini, proprio in questi giorni di letargo nazionale, dei pacchi on-line, tipo Amazon, che raggiunge livelli natalizi e obbliga il poco personale attivo rimasto sul territorio a svolgere una mole di lavoro enorme per distribuire e soddisfare tale pretestuosa "necessità".

 

L'unica emergenza è quella di far fronte alle necessità sanitarie e condividere pienamente ogni indicazione comportamentale che possa essere di autentico aiuto a chi è in prima linea con l'emergenza stessa: il servizio sanitario pubblico, i medici e gli infermieri.

Il servizio postale, pur essendo considerato un servizio essenziale per eccellenza, ora come ora, a fronte del Decreto Ministeriale che prevede anche rinvii fiscali per i pagamenti, agevolazioni e slittamenti tributari, può indubbiamente fermare la sua attività e, per quanto riguarda il mercato on-line, anche il business dei pacchi può cessare in momenti come questi che stiamo vivendo, compresi pure i nostri egoismi personali da soddisfare.

 

Per il Direttivo del Circolo PRC di Santa Fiora

Dario Russo