Acqua:


Il Parlamento europeo ha fatto propria la proposta dei movimenti per l’acqua

Clicca Qui per ricevere Rosso di Sera per e-mail


Ogni mese riceverai Rosso di Sera per posta elettronica, niente carta, niente inchiostro.... Se vuoi inviare le tue riflessioni, suggerimenti, o quanto ritieni utile, a Rifondazione di Santa Fiora,usa questo stesso indirizzo info@rifondazionesantafiora.it

Comune di Santa Fiora

Controlacrisi

Direzione Nazionale

FACEBOOK SI TOSCANA A SINISTRA

Il coro dei Minatori di Santa Fiora Sito ufficiale

Italia - Cuba

Museo delle Miniere


Santa Fiora: la Piazza e la Peschiera online

Rassegna Stampa

Rifondazione su Facebook

STOP TTIP


"Campagna Stop TTIP"

Il Manifesto

Tu sei qui

CONTARE I MORTI, CONTARE I SOLDI

08/04/2020

da Left

Giulio Cavalli

 

Ieri è uscita un’incredibile intervista di Francesca Nava a Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, che rivendica con fierezza la mancata chiusura del bergamasco (la famosa “zona rossa” arrivata troppo in ritardo su cui stanno litigando il governo e il presidente della Lombardia Fontana).

 

Spiega Bonometti che loro di Confindustria erano “contrari a fare una chiusura tout court così senza senso” e di averne parlato direttamente con la Regione: “Ci siamo confrontati, ma non si potevano fare zone rosse. Non si poteva fermare la produzione”, spiega. Un piccolo particolare, il senso di quell’incontro, che è sfuggito all’assessore lombardo Gallera che poteva semplicemente dirci che si sono ritrovati a contare i soldi e a contare i morti. Se c’era bisogno di qualcuno che scivolasse sull’argomento per raccontare apertamente la verità l’abbiamo trovato.

 

“Però ora non farei il processo alle intenzioni, bisogna salvare il salvabile, altrimenti saremo morti prima e saremo morti dopo”, dice Bonometti, come se i decessi tra Alzano e Nembro siano solo numeri su cui tirare una riga. Stupisce (no, in realtà non stupisce) anche l’indelicatezza con cui viene trattato un argomento così umanamente doloroso: non c’è niente, ci sono solo numeri, numeri, numeri.

 

E se qualcuno ha bisogno di conferme sull’attendibilità del personaggio ecco l’ultima chicca: alla giornalista che gli chiede come si spiega questi numeri enormi di contagio nelle zone densamente industriali risponde che la colpa è “una presenza massiccia di animali e quindi c’è stata una movimentazione degli animali che ha favorito il contagio”.