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SALVINI METTE ALLA GOGNA I «SOLIDALI». CHE REPLICANO : I SUOI INSULTI SONO UN ONORE

14/04/2020

da Il Manifesto

Daniela Preziosi

 

Ma si aprono crepe anche nella maggioranza. Trenta parlamentari scrivono a Conte: fermi le stragi in mare. Orfini (Pd): «Dal governo scelte sbagliate». Duro attacco al decreto dei quattro ministri

 

Per far dimenticare la lunga serie di scivoloni sulle regioni e sul Mes, Matteo Salvini torna al (suo) grande classico dell’immigrazione. Alla maniera sua, cioè tentando di innescare il linciaggio verso trenta parlamentari che, con una lettera a Conte, chiedono di «riaprire i porti» e trovare «una soluzione umanitaria» per i naufraghi salvati dalle Ong. L’ex ministro dell’interno pubblica sul suo profilo facebook le loro foto-segnaletiche e aggiunge una didascalia che dovrebbe suonare ironica al suo palato e a quello dei suoi fan: «Appello urgente di sinistra e 5s per porti aperti: foto ricordo».

 

Il tentativo di linciaggio però va a vuoto. Gli accusati rivendicano il gesto. «Io almeno non mi faccio fotografare con fascisti, razzisti e spacciatori», dice il promotore della lettera Nicola Fratoianni (deputato Leu). Che a sua volta pubblica le foto «ricordo» di Salvini: con Orbán, con un ultras condannato per spaccio, con Marie Le Pen, con i capi di Casapound e con Traini, condannato per la strage di Macerata. «Grazie a Salvini per avermi ricordato di essere coerente», twitta Riccardo Magi (deputato +Europa). «Vogliamo salvare più vite possibili dal Covid e dal mare», dice Massimiliano Smeriglio (eurodeputato Pd). «Salvini la prossima volta nel collage metta anche Papa Francesco, così siamo al completo».

 

Ma il conflitto fra la Lega e i firmatari è scontato. In realtà la vicenda degli sbarchi apre una crepa anche nella maggioranza, fra l’area che già dai governi Renzi e Gentiloni si era opposta alle politiche dell’allora ministro Minniti. A cui oggi si sono aggiunti alcuni esponenti 5 stelle e Iv. Chiedono il ritiro del decreto interministeriale che «chiude» i porti dichiarando l’Italia approdo «non sicuro» causa pandemia. Un provvedimento firmato il 7 aprile da Lamorgese (interno), Speranza (sanità, Leu), Di Maio (esteri, M5S) e De Micheli (infrastrutture, Pd). Chi lo critica lo giudica in linea con le politiche migratorie del governo M5s-Lega.

 

Il decreto a sua volta smentisce una circolare del Viminale del 1 aprile (lo segnala Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia) che dava indicazioni su come effettuare l’accoglienza ‘in sicurezza’ nonostante il virus. E che subito è stato superato dall’ok al trasferimento degli scampati della nave Alan Kurdi in una nave della Gnv, su indicazione del capo della protezione civile Borrelli. Alla fine il decreto interministeriale si rivela di ora in ora una scelta inutile, o utile (nelle intenzioni del governo) solo a respingere la propaganda di Salvini. Ma sul suo stesso terreno.

 

Scelta che i trenta parlamentari attaccano: «Abbiamo scritto al presidente Conte. Nessuna risposta né da lui né da altri ministri. Tutti sono pronti a citare le parole del Papa, a elogiarle. Ma poi di fronte alle parole di una madre che invoca aiuto guardano altrove. Non c’è ragione che giustifichi questo comportamento», scrive su facebook Matteo Orfini, una delle rare voci Pd nella battaglia umanitaria in parlamento. Anche il renziano Davide Faraone attacca la scelta di non cercare i naufraghi segnalati da Alarm Phone: «Se il governo che sostengo non risponde subito alle grida di dolore di una madre incinta che chiede aiuto per la figlia di 7 anni mentre stanno per affondare, mi fa vergognare del mio appoggio».

 

In realtà, e in pratica, l’esecutivo fa accogliere in campi attrezzati per la quarantena i naufraghi degli sbarchi «fantasma», quelli che neanche Salvini era riuscito a fermare. Ma non si rimangia il decreto della bandiera gialla sui porti: «Il governo separa il destino di chi sbarca in autonomia (la stragrande maggioranza) da chi è salvato in alto mare (pochissimi)», denuncia Filippo Miraglia, Arci. «Peccato che una nave italiana, anche in acque internazionali, è già territorio nazionale» quindi l’eventuale domanda d’asilo dei naufraghi sarà comunque presentata all’Italia.

 

«L’intervento del governo è quindi puramente simbolico: serve a dissuadere le Ong dal salvare vite umane». Già sentita?
Ieri i trenta parlamentari hanno di nuovo scritto a Conte per chiedere di cercare un’imbarcazione dispersa nelle acque maltesi: «Si assuma la responsabilità che i suoi ministri non vogliono assumersi di soccorrere subito le persone in mare». In serata Mediterranea Saving Humans ha dato notizia di un elicottero della nostra Guardia Costiera inviato proprio in quella zona.