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SBAGLIATO PUNTARE SU MONOCOLTURA GEOTERMICA. DIVERSIFICHIAMO E CREIAMO LAVORO

La Toscana ha bisogno di un piano speciale per le zone interne e montane.

 

Non esistono territori marginali ma territori che sono stati marginalizzati da scelte politiche sbagliate, a partire dal taglio di servizi fondamentali come la sanità territoriale e i trasporti. Mi sposto sempre con mezzi pubblici ma per arrivare in tempo ad Abbadia – all’incontro organizzato da Comitati NoGesi, Sos Geotermia, Comitato Salvaguardia Ambiente del Monte Amiata, AmiataEco per una nuova cultura del territorio – mi sono venuti a prendere in macchina alla stazione di Chiusi!

 

Manca in questa regione una politica industriale verde in grado di creare posti di lavoro stabili. manca una programmazione dei rifiuti che vada nella direzione dell’economia circolare, manca un nuovo piano energetico regionale che si basi sul reale fabbisogno dei diversi territori e sulla capacità di autoprodurre localmente l’energia necessaria, diversificando le varie fonti rinnovabili.

 

In Toscana si è puntato da tempo sulla sola geotermia, senza sviluppare il resto. Neppure sono stati sostituiti i tetti dei capannoni industriali in eternit, pieni di amianto, con pannelli solari.

 

La geotermia non è affatto sempre pulita, se lo sia o meno dipende dal tipo di tecnologie utilizzate e dalla composizione del fluido geotermico. In Amiata, una delle più antiche miniere di mercurio al mondo, le centrali con vecchia tecnologia flash a circuito aperto emettono sostanze dannose per la salute e per l’ambiente, solo in parte intercettate dai filtri Amis. Ed emettono una quantità di C02 che è uguale a quella di centrali di equivalente potenza alimentate da combustibili fossili. Ciononostante ricevono lauti contributi pubblici.

 

Gli incentivi per questo tipo di energia devono invece andare solo a chi rispetta un tetto preciso per le emissioni, questo è l’unico modo per obbligare Enel a convertire gli impianti attuali con tecnologie ad emissioni zero, utilizzando le torri di raffreddamento a secco o i sistemi a circuito binario, con reiniezione totale del fluido geotermico e dei gas incondensabili. Di sua spontanea volontà Enel non farà mai questi investimenti, deve essere costretta a farlo.

 

Per quel che riguarda la media entalpia e le centrali a ciclo binario, dobbiamo evitare che questa aree diventino un groviera e che si affermi una sorta di monocoltura geotermica. La media entalpia non ha emissioni ma ha comunque un potenziale impatto paesaggistico e un impatto sulle falde idriche, occorre quindi cautela e capacità di dotarci di una programmazione complessiva, che tenga conto delle volontà dei territori e degli effetti cumulativi degli impianti.

 

Per questo ci siamo battuti, in questi 5 anni, per giungere alla definizione delle aree non idonee ad ospitare le centrali geotermiche: sarebbe assurdo veder sorgere impianti di media entalpia in mezzo a zone vocate al turismo, alla produzione agricola di qualità o in aree di particolare bellezza paesaggistica. La decisione in merito alle localizzazioni deve essere dei comuni, dei sindaci, della cittadinanza, insomma, deve essere ascoltata la volontà delle comunità locali.

 

In questa legislatura siamo stato gli unici a presentare e far approvare dal Consiglio regionale proposte precise per la diffusione sul territorio regionale di impianti geotermici a bassa entalpia, ponendola come una priorità della pianificazione energetica regionale. Ma la giunta è rimasta ferma. Se governeremo, investiremo molto in questa direzione.

 

Per la zona amiatina sosteniamo da tempo un grande progetto: la creazione del Parco Nazionale del Monte Amiata insieme ai comuni del territorio, alle associazioni ambientaliste e alla cittadinanza. Una strada per favorire lo sviluppo di un turismo rispettoso dell’ambiente, lento, sostenibile. Lo abbiamo Una proposta già avanzata nel corso di questa legislatura da Toscana a Sinistra che ribadiamo nel nostro programma elettorale 2020.