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DAVIDE CONTRO GOLIA .L'ENEL CITO' IL COMPAGNO MERISIO PER DIFFAMAZIONE,MA IL TRIBUNALE LE DA' TORTO."HA SOLO ESERCITATO IL DIRITTO DI CRITICA"

Il compagno Pino Merisio ha vinto la battaglia contro il gigante ENEL.
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La Sentenza emessa dal Tribunale di Grosseto non lascia adito a dubbi: la multinazionale dell'energia che aveva citato Pino per un articolo pubblicato sulla stampa locale, in particolare sul Corriere di Maremma del 5 Maggio 2012, in cui venivano espresse profonde e puntuali critiche alle modalità di sfruttamento della geotermia in Amiata unitamente a una proposta di produzione energetica basata sull’impiego di pannelli fotovoltaici, è stata condannata al pagamento delle spese processuali perché la sua denuncia deve essere totalmente respinta.
In realtà il documento che Pino aveva inviato ai giornali per la pubblicazione era stato elaborato dal Direttivo del Circolo Amiata Grossetana di Rifondazione Comunista ma, per non avere a che fare con un partito, ENEL aveva deciso l’attacco alla singola persona, indicata come noto esponente politico e animatore di movimenti ambientalisti locali, con un chiaro intento intimidatorio nei confronti di chi è impegnato nella battaglia in difesa del territorio da questa forma di sfruttamento geotermico.
Si tratta di una decisione di non poco conto.
Innanzitutto perché riafferma con forza il diritto al dissenso, garantito dall'art. 21 della Costituzione anche per chi si trova in condizioni di minoranza numerica, ma ha la capacità e lo spirito critico per proporre punti di vista alternativi ad un senso comune appiattito sulle volontà e le imposizioni dei poteri forti.
In secondo luogo perché riconosce la validità “scientifica” dei dati su cui si basa la posizione critica del documento: in esso si parlava di emissioni di sostanze inquinanti dalle centrali geotermiche; di aumento della concentrazione di arsenico nelle acque potabili, associato all'impoverimento della falda acquifera potabile; del numero di decessi nell'area geotermica dell'Amiata nel periodo preso in esame dallo Studio Epidemiologico dell'Agenzia Regionale di Sanità che è risultato notevolmente superiore rispetto a quello atteso nello stesso periodo.
Ebbene, la Sentenza afferma chiaramente che le emissioni delle sostanze tossiche, documentate anche dai prelievi effettuati dall'ARPAT, pur non dando luogo a superamenti dei valori di emissione fissati per alcune sostanze ,Idrogeno solforato, Mercurio ed Arsenico, producono tuttavia una condizione di inquinamento che rimane tale anche se l’attività viene esercitata su parere favorevole della pubblica amministrazione (in questo caso, la Regione Toscana), dal momento che la fissazione dei valori limite è sempre frutto di un compromesso, o, come afferma anche la Deliberazione della Giunta Regionale n. 344/2010, non ha alla base una scelta di tutela sanitaria ma dipende essenzialmente dalle tecnologie al momento disponibili; e quindi non può essere esclusa l’influenza dello sfruttamento geotermico nelle forme attuate dall’ENEL sul numero di morti ben superiore alle attese verificatesi in questi anni.
E’ chiaro che con questa Sentenza, l’attività delle forze politiche e dei Comitati che si oppongono allo sfruttamento geotermico può acquistare nuovo vigore: finalmente viene dimostrato, anche per via legale, che quando la critica ed il dissenso si fondano su dati di fatto precisi e documentati, anche chi detiene ben altri strumenti di informazione e di propaganda può essere smentito.

Santa Fiora, 15/10/2016

Santa Fiora, 15/10/2016
Partito della Rifondazione Comunista
Direttivo Zona Amiata Grossetana

si allega la sentenza del Tribunale di Grosseto