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FONDI LEGA , UN COMMERCIALISTA INDAGATO CONFESSA LA «MESSINCENA»

22/10/2020

da Il Corriere

 

Lombardia Film commission, Scillieri si sfila e ammette. I giudici del Riesame: si tratta di «uomini di partito». L’inchiesta è nata dall’acquisto di un capannone di Cormano con versamenti per 800 mila euro

 

Si rompe il fronte difensivo tra i tre commercialisti vicini alla Lega arrestati a causa della vicenda Lombardia film Commission per peculato e altri reati. Michele Scillieri, nel cui studio di Milano era domiciliata nel 2017 la Lega per Salvini premier, ammette ai pm che Alberto Di Rubba ed Andrea Manzoni, soci di studio a Bergamo e revisori del Carroccio alla Camera e al Senato, hanno incassato illegalmente 178 mila euro versati da Andromeda srl, la società dietro la quale si celava lo stesso Scillieri che aveva venduto per 800 mila euro il capannone ad Flc. Sono «uomini di partito», scrive confermando i domiciliari il Tribunale del riesame al quale la Procura dichiara che, oltre a questa operazione, «rimangono sicuramente da esplorare altri ancor più delicati settori in cui il “pool” di commercialisti ha impiegato la propria professionalità».

 

Quei 178 mila euro, afferma il Tribunale presieduto da Maria Cristina Mannocci, sono stati incassati Di Rubba che, come presidente di Flc, aveva ideato l’operazione usando «la propria professionalità per mascherare con contratti, fatture e pareri, i passaggi di denaro unicamente finalizzati all’arricchimento proprio e del proprio socio Manzoni». Ai pm Stefano Civardi ed Eugenio Fusco i due commercialisti bergamaschi hanno dichiarato che si trattava di una «provvigione per la mediazione» nell’acquisto per 250 mila euro di un terreno in Alta Val Seriana da parte di Andromeda producendo una scrittura privata sulla quale, però, c’è una data successiva, contesta l’accusa.

 

«È una fattura per un’operazione inesistente», «una pezza» con un «errore da dilettanti», ha sostenuto Scillieri che ha ammesso «accordi» tra loro «per spartirsi i soldi». Secondo la Guardia di Finanza di Milano, infatti, gran parte degli 800 mila euro sarebbe finita nella loro tasche. La vicenda delle sede Flc è una «messinscena», scrivono i giudici, allestita dai commercialisti per appropriarsi dei fondi versati dalla Regione Lombardia. Anche perché non c’erano «particolari ragioni né di urgenza, né di natura economica, né di comodità» per acquistarla «al doppio del valore» (mercoledì l’attuale presidente Alberto Dell’Acqua ha però detto che il prezzo era «congruo») un anno prima del rogito e poi farla ristrutturare dall’impresa di Francesco Barachetti. Un «personaggio molto legato a Di Rubba e Manzoni e, più in generale, al mondo della Lega il cui ruolo non è stato ancora ben chiarito», dice la Procura. Di Rubba e Manzoni possono inquinare le prove, dicono i giudici. Come dimostra un incontro a Roma con esponenti della Lega ai «piani altissimi della politica» per risolvere la questione del licenziamento di un direttore di banca che, «verosimilmente prezzolato», aveva «coperto» i loro affari.