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INDECENTE CANEA CONTRO LA PATRIMONIALE

30.11.2020

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

 

Da anni come Rifondazione Comunista ci battiamo per l’introduzione della patrimoniale e di una tassazione progressiva in attuazione della Costituzione. Da anni sentiamo levarsi un coro indignato dei difensori della disuguaglianza sociale. Ancora una volta il coro si è levato contro la modesta proposta di una tassa patrimoniale avanzata con un emendamento alla Camera. Il dato evidente è che il 97% del parlamento è schierato dalla parte del 10% più ricco del paese. Destra, Pd e M5S difendono tutti l’egoismo proprietario e al coro si aggiungono i finti rivoluzionari sovranisti come Fusaro e i fascisti di Casa Pound.

 

Pur di demonizzare la patrimoniale giornalisti come Porro con sprezzo del ridicolo giungono a scrivere che colpirebbe la “stragrande maggioranza degli italiani”. Tiri fuori i dati di questo paese della cuccagna oppure taccia. Pur di demonizzare la patrimoniale politici e opinionisti evitano di chiarire che la proposta comporterebbe l’eliminazione della tassazione che oggi paga chi ha un patrimonio inferiore ai 500.000 euro, cioè gran parte degli italiani in realtà pagherebbe meno tasse.

 

Emerge chiaramente che partiti e parlamento sono schierati contro la classe lavoratrice e la maggioranza del paese e mantengono il consenso solo perché non ci fanno discutere di cose serie.

 

Certo si può discutere nel merito della proposta di Nicola Fratoianni. Noi innalzeremmo la soglia da cui farla pagare a 1 milione per togliere ogni scusa ai difensori del privilegio e aumenteremmo le aliquote per le grandi ricchezze. Ma oggi una cosa va sottolineata: quella contro la patrimoniale è una canea indecente che dimostra che in questo paese c’è bisogno di ricostruire una sinistra che difenda gli interessi della maggioranza della popolazione che è stata massacrata dalle pseudoriforme.

 

Apprezzo l’emendamento di SI ma la risposta del Pd dimostra che la sinistra non può che essere alternativa a un partito che ha un impianto programmatico più vicino a Forza Italia che alla Cgil. Proponiamo che tutte le soggettività politiche e sociali favorevoli alla patrimoniale lavorino insieme per costruire una mobilitazione nel paese su una piattaforma di uscita dalla crisi fondata sulla giustizia sociale. Tocca constatare che la patrimoniale rimane una provocazione da cui la maggioranza prende le distanze mentre governo e opposizione di destra convergono sull’erogazione di enormi risorse a favore delle grandi imprese senza porre vincoli occupazionali o ambientali.