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08/04/2021

da Left

Giulio Cavalli

 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha incontrato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen decidendo di fare apparecchiare una sedia accanto alla sua per il presidente del Consiglio Europeo e lasciando di lato la presidente della Commissione. Di lato, con tutto il significato simbolico che ha quell’immagine in cui i due maschi se la cantano e se la suonano in posizione padronale mentre Von der Leyen appare lì solo di passaggio. Erdoğan, come molti dei sovranisti di questa epoca triste, sa benissimo che un’immagine può essere utilissima per solleticare gli sfinteri dei suoi elettori senza nemmeno prendersi la briga di dovere aggiungere altro. Del resto chi è povero di contenuti ha sempre bisogno di simboli per non apparire vuoto.

 

Von der Leyen ha capito al volo e non ha gradito se è vero che il suo portavoce Eric Mamer in conferenza stampa ha raccontato come sia rimasta “sorpresa” e dopo la «sorpresa, Von der Leyen ha deciso di andare avanti, dando priorità alla sostanza dell’incontro più che al protocollo». Anche sul fatto che la scelta del premier turco sia stata presa contro le donne non sembra lasciare molti dubbi (e lo scriviamo prima che qualche fallocrate venga a spiegarci che si tratta delle solite fisime da femministe) se è vero che Mamer ha dichiarato apertamente che «indipendentemente dal fatto che von der Leyen sia una donna, la presidente doveva essere accomodata come le altre istituzioni europee».

 

C’è da dire che anche l’atteggiamento del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel è riuscito a brillare per mediocrità: se è vero che da Erdoğan non ci sia molto di diverso da aspettarsi il collega di Von der Leyen avrebbe potuto fare un gesto, almeno un cenno, anche perché dalle informazioni a disposizione sembra che sia stato proprio il suo staff a eseguire il sopralluogo prima dell’incontro. Ma vuoi mettere la soddisfazione di fare il maschio tra maschi con una donna di lato? Deve essere stato irresistibile.

 

Poi, volendo, ci sarebbe il punto politico: Erdoğan già si è distinto per pessimi commenti discriminatori e offensivi nei confronti delle donne, nel 2016 disse che erano da considerarsi «prima di tutto delle madri». Poi il suo governo ha annunciato il ritiro dalla Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. In Turchia tra l’altro si viaggia alla media di due femminicidi al giorno e la pandemia ha escluso ulteriormente le donne dalla partecipazione al mondo del lavoro e alla politica.

 

Infine c’è la domanda delle domande e c’è anche la risposta: l’Europa si tiene stretto Erdoğan (con i nostri 6 miliardi regalati) per le sue ingerenze militari e per assolvere il lavoro sporco che l’Europa gli ha appaltato. I signori della guerra sono i sicari dell’Europa per fingere di dimenticarsi dei diritti umani. In cambio basta blandirli un po’ (come ha fatto nei giorni scorsi Draghi) oppure ingoiare qualche sgarbo nel cerimoniale. E chissà che i bifolchi non siano solo quelli che vengono colti in fallo, chissà che non si stia guardando il dito.

 

Aggiungiamo per chiarezza la considerazione del  del nostro Segretario Maurizzio Acerbo

 

La cosa più agghiacciante non è che il fascista Erdogan faccia accomodare Ursula von der Leyen sul divano ma che l’Unione Europea intenda ancora rifinanziare il regime turco per tenere i profughi lontani dalle proprie frontiere.


La Fortezza Europa – con l’esternalizzazione della repressione dei flussi migratori – è una creazione della grande coalizione dei “responsabili” e dei “moderati” che sono responsabili di politiche disumane.
Le galere della Turchia sono piene di prigionieri politici, i territori curdi sono stati devastati dal terrorismo di stato, la Turchia ha persino invaso il territorio siriano e Ursula von der Leyen va a far visita al satrapo turco?


Proprio Erdogan che fa caricare e arrestare le femministe l’8 marzo e si ritira dalla Convenzione di Istanbul?
Proprio Erdogan che sta per mettere fuorilegge il partito di opposizione HDP?

 

Decisamente nessuna solidarietà a Ursula von der Leyen. Il 26 aprile andrò in Turchia a esprimere la mia solidarietà alle donne e agli uomini dell’HDP che combattono ogni giorno per la democrazia.

 

Trovo francamente fuori luogo anche l’indignazione di Laura Boldrini che più che per il divano dovrebbe prendere le distanze dagli accordi con Libia e Turchia dei governi che sostiene con il suo partito.