Acqua:


Il Parlamento europeo ha fatto propria la proposta dei movimenti per l’acqua

Clicca Qui per ricevere Rosso di Sera per e-mail


Ogni mese riceverai Rosso di Sera per posta elettronica, niente carta, niente inchiostro.... Se vuoi inviare le tue riflessioni, suggerimenti, o quanto ritieni utile, a Rifondazione di Santa Fiora,usa questo stesso indirizzo info@rifondazionesantafiora.it

Comune di Santa Fiora

Controlacrisi

Direzione Nazionale

FACEBOOK SI TOSCANA A SINISTRA

Il coro dei Minatori di Santa Fiora Sito ufficiale

Italia - Cuba

Museo delle Miniere


Santa Fiora: la Piazza e la Peschiera online

Rassegna Stampa

Rifondazione su Facebook

STOP TTIP


"Campagna Stop TTIP"

Il Manifesto

LO SCIOPERO GENERALE DEI LAVORATORI POSTALI MERITA LA SOLIDARIETA' DI TUTTI GLI ITALIANI:E' LA LOTTA DEI TERRITORI

Grande l'adesione allo sciopero nazionale dei lavoratori e lavoratrici delle Poste italiane venerdì 4 novembre 2016. La media si attesta sopra il 70%. Si deve tornare indietro di 20 anni, 1997, per ritrovare, tra l'altro, il primo sciopero generale del comparto postale. Nel lontano '97 si svolse una unica manifestazione nazionale a Roma dei dipendenti postali, questa volta ha visto una manifestazione per ogni capoluogo di regione. Questi spazi temporali la dicono lunga sullo stato delle cose; come è maturata e giunta a compimento la lunga metamorfosi della più grande azienda pubblica di servizi del Paese; un lungo ciclo di ristrutturazione del patrimonio pubblico giunge a termine; vent'anni fa i lavoratori postali scioperarono invocando il rilancio del servizio pubblico e di un'azienda considerata un carrozzone pubblico. In cambio trovarono: nel 1998, l'arrivo di Corrado Passera, da Banca Intesa San Paolo quale amministratore delegato; ma sopratutto la trasformazione della Società in una Spa (pubblica). Il 4 ottobre scorso i lavoratori hanno scioperato per evitare la totale privatizzazione del capitale pubblico, che resta un chiaro obiettivo di questo governo; hanno scioperato per scongiurare 20000 licenziamenti, dovuti all'introduzione dell'ennesimo piano fallimentare di ristrutturazione, voluto tenacemente da una dirigenza postale imboccata dal governo. Tutto ciò si tradurrebbe, con l'anno prossimo, in una nuova ondata di chiusure di uffici postali e l'introduzione della distribuzione della posta a giorni alterni. I disservizi postali , dei quali anche recentemente abbiamo appreso e letto in quel di Santa Fiora e Roccalbegna, saranno ben poca cosa di fronte al deserto della privatizzazione. Telecom è l'esempio principe. In pratica il ragionamento vero da fare è questo: i disservizi pubblici, gli attacchi al servizio "universale", viaggiano di pari passo con i voleri profondi di chi effettivamente muove i fili del futuro di Poste. Il volere "superiore" è quello di vendere in borsa un'altra quota di azioni pubbliche? Bene, il governo eseguirà. Gli acquirenti chi sono ? banche, fondi esteri, finanziarie. Tutto ok, chiaro direi. Non sono i nostri interessi di cittadini e lavoratori però! Ecco perché diventa importante ora che tutti noi si resti vicino ai lavoratori postali, che ci si aggrappi al nostro ufficio postale se ancora c'è in tante zone marginali come al campanile del paese, per reggere all'urto di un volere prettamente finanziario. La difesa del servizio universale rientra proprio a pieno titolo nella lotta per il rilancio delle zone e aree geografiche definite depresse, marginali, rurali, montane. E' la lotta dei Territori.
DBA