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UN ALTRO MORTO SUL LAVORO A TRADATE. IN UNA SETTIMANA 12 OMICIDI BIANCHI

Mario Di Vito

 

Il lavoro uccide. Un operaio di 52 anni è precipitato da un'impalcatura di un cantiere in un centro commerciale. Quattro ore di sciopero in Umbria dopo l'esplosione di un laboratorio di cannabis terapeutica a Gubbio dove sono morte due persone. I sindacati: "Basta vittime inermi. È inaccettabile"

 

Sono due gli indagati dalla procura di Perugia per l’esplosione nel laboratorio di cannabis terapeutica nelle campagne di Gubbio, causa di due morti (Elisabetta D’Innocenti, 52 anni e Samuel Cuffaro, 19) e quattro feriti, tra cui un carabiniere che ha partecipato ai soccorsi. Sotto la lente della procura ci sono i due titolari della ditta, iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo. In un primo momento si era ipotizzato che la causa dell’esplosione fosse una fuga di gas, invece adesso pare che il disastro sarebbe stato generato dai solventi utilizzati per abbassare la concentrazione di Thc della cannabis per renderla adatta all’uso terapeutico. Le sostanze avrebbero saturato l’ambiente di lavoro e poi una scintilla avrebbe portato al disastro. Sulla ricostruzione di quanto successo, comunque, sono al lavoro i carabinieri.

 

I sindacati hanno proclamato per la giornata di ieri quattro ore di sciopero in Umbria e, in mattinata, si sono riuniti in presidio nella piazza centrale di Gubbio per chiedere maggiore attenzione sul fronte della sicurezza sul posto di lavoro. «È semplicemente inaccettabile quello che continua ad accadere in Umbria e nel resto del paese – dicono -. Non ci vogliamo rassegnare a questo stillicidio di vittime inermi». Il sindaco Mario Stirati ha proclamato il lutto cittadino.

 

Negli ultimi tre giorni, oltre alla tragedia di Gubbio, in Italia sono avvenute altre quattro morti sul posto di lavoro. L’ultima ieri mattina alle 11 a Tradate, in provincia di Varese, dove il 52enne Marco Oldrati, operaio della provincia di Bergamo, è precipitato dal ponteggio del cantiere di un centro commerciale, cadendo nel vuoto per quattro metri. L’uomo indossava il casco ma non è servito a salvargli la vita.

 

Nella tarda serata di giovedì, invece, ha perso la vita Andrea Recchia, 37 anni, travolto da quattordici quintali di mangime mentre guidava il muletto in un’azienda di Sorbolo, in provincia di Parma.

 

Venerdì mattina, in provincia di Bolzano, un 64enne di Teodone è stato schiacciato da una balla di fieno da 400 kg. Poche ore dopo a Campomarino, in Molise, a morire è stato un operaio di 55 anni residente a Jesi (Ancona). L’uomo, al lavoro per conto di una ditta di Fermo in uno dei cantieri della A14, è scivolato da un’impalcatura ed è precipitato da un’altezza di quasi trenta metri.
Il totale degli omicidi bianchi, nell’ultima settimana, conta dodici morti.