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HARRIS AI MIGRANTI: «NON VENITE, VI RESPINGEREMO»

Marina Catucci

 

Usa. La vicepresidente, incaricata di gestire l’immigrazione, ricalca le parole usate da Biden sul tema. «Deludente» per Ocasio Cortez

 

La vicepresidente americana Kamala Harris, durante il suo primo viaggio all’estero da quando ha assunto l’incarico, ha esortato gli aspiranti migranti del Guatemala a non tentare di entrare illegalmente nel Paese, affermando che il viaggio verso nord è pericoloso e a beneficiare dei loro tentativi sarebbero principalmente i trafficanti di persone.

 

HARRIS HA POI AVVERTITO che gli illegali, anche se dovessero farcela, una volta arrivati verrebbero comunque respinti. La dichiarazione di Harris è arrivata nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente guatemalteco Alejandro Giammattei: «Voglio sottolineare che l’obiettivo del nostro lavoro è aiutare i guatemaltechi a trovare la speranza a casa – ha detto Harris – Allo stesso tempo, voglio essere chiara con le persone in questa regione che stanno pensando di fare quel pericoloso viaggio: Non venite, non venite. Gli Stati Uniti continueranno a far rispettare le leggi e a proteggere i nostri confini. Se verrete al nostro confine, verrete rimandati indietro».

 

Il tono e i contenuti della dichiarazione di Harris non sono piaciuti molto nemmeno in casa, e la prima ad esporsi è stata la deputata socialista Alexandria Ocasio-Cortez, che ha criticato la vicepresidente, definendo il suo messaggio ai migranti uno spettacolo «deludente». In un tweet arrivato poche ore dopo la conferenza stampa di Harris, Ocasio-Cortez ha scritto: «Primo, chiedere asilo a qualsiasi confine degli Stati Uniti è un metodo di arrivo legale al 100%. In secondo luogo, gli Usa hanno congtribuito al cambio di regime e alla destabilizzazione in America Latina. Non possiamo aiutare a dare fuoco alla casa di qualcuno e poi biasimarlo per la fuga».

 

Harris è in America centrale per incontrare i leader locali, nelle vesti di incaricata dal presidente Joe Biden nella gestione dell’ondata di migrazione al confine meridionale. La vicepresidente ha descritto il suo compito come un’attività per «trovare soluzioni per affrontare le cause profonde della crisi dei confini, compresa la corruzione e la mancanza di opportunità economiche».

 

La scelta di Biden di fare di Harris la persona di riferimento nella sua amministrazione per tutto ciò che riguarda l’immigrazione, rientra in un più complesso programma di formazione presidenziale in vista delle prossime elezioni. L’accusa che viene fatta spesso ad Harris è quella di inesperienza in politica estera, e darle incarichi internazionali è uno dei modi per sopperire a questa lacuna.

 

TUTTAVIA UNA POSIZIONE simile a quella della sua vice era stata abbracciata dallo stesso presidente poco dopo l’insediamento. A marzo, Biden aveva fatto una richiesta simile ai migranti, molti dei quali avevano affermato di venire negli Stati Uniti nella speranza di entrare più facilmente sotto la sua amministrazione. «Sì, posso dire abbastanza chiaramente: non venite – aveva detto Biden durante un’intervista con Abc News – Non lasciate la vostra città o paese o comunità».

 

Nemmeno le parole del presidente erano piaciute ad Ocasio-Cortez che negli ultimi mesi ha più volte criticato l’amministrazione Biden per come ha trattato e accolto i migranti minori non accompagnati, entrati illegalmente negli Stati Uniti. «Gli Stati Uniti sono in parte responsabili della corruzione, della criminalità e della povertà che affliggono molti Paesi del triangolo meridionale – ha affermato la deputata – La chiusura non è un’opzione. Sarebbe utile se gli Stati Uniti riconoscessero finalmente il loro contributo alla destabilizzazione e al cambio di regime nella regione. Farlo può aiutarci a cambiare la politica estera, la politica commerciale, la politica climatica e la politica carceraria al confine degli Stati Uniti, così come la politica per affrontare le cause degli sfollamento di massa e della migrazione».