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PERCHE' NON SI ASCOLTANO GLI SCONSIGLI?

11/06/2021

da Left

Giulio Cavalli

 

Perché, se il vaccino era stato consigliato dagli scienziati agli over 60, sono stati autorizzati gli open day AstraZeneca per gli under 30?  Questa è una risposta che spetta alla politica

 

Intervistato da Radio 24 il generale Figliuolo ieri a proposito di AstraZeneca si è lanciato in una arzigogolata risposta: «Polemiche sugli Open Day per vaccinare i giovani? Oggi noi sappiamo che questo tipo di vaccini sono consigliati agli over 60, dopodiché possono esse usati per tutte le classi di età. È bene fare un’anamnesi molto approfondita, ma ovviamente le riflessioni le devono fare gli scienziati. E io sono sempre pronto a recepire qualsiasi riflessione che venga fatta in ambito ufficiale, quindi le raccomandazioni che poi daranno sono da applicare». Una risposta che sembra avere un senso ma che non ne ha.

 

Le raccomandazioni sono già state date: l’Aifa (l’agenzia italiana del farmaco) ha detto e ripetuto che quel vaccino è raccomandato per gli ultrasessantenni. La “scienza” di cui parla Figliuolo ha già chiarito da tempo che le trombosi cerebrali sono eventi rarissimi ma sotto quella soglia di età conveniva iniettare Pfizer o Moderna. E forse non è un caso che in Gran Bretagna (là dove AstraZeneca è stato inventato) si è deciso di non darlo sotto i 40 anni e in Germania non viene somministrato sotto i 55 anni.

 

La morte della 18enne a Sestri Levante, dopo una trombosi al seno cavernoso e operata per la rimozione del trombo e ridurre la pressione intracranica, vaccinatasi durante gli open day in Liguria dello scorso 25 maggio è un duro colpo per la fiducia nella campagna vaccinale ed è inevitabilmente un enorme assist per no vax e complottisti. In questo scenario non aiuta anche il fatto che le Regioni continuino ad andare in ordine sparso, c’è chi annulla tutto e chi continua imperterrito, mentre i ragazzi si interrogano sulla seconda dose. In tutto questo AstraZeneca continua a tacere, riuscendo perfino a far perdere la pazienza a Burioni a cui tocca riconoscere che «talvolta le priorità di una immensa multinazionale non coincidono con quelle della sanità pubblica».

 

Si torna però sempre allo stesso punto: è responsabilità della politica declinare in scelte i dati della scienza. Troppo comodo ora ributtare la palla nell’altro campo come se improvvisamente il “governo dei migliori” sia un mero esecutore delle scelte degli altri. Altrimenti a che serve un governo? E non stupisce per niente che i soliti noti, pur facendo parte della maggioranza, ora abbiano cominciato a bombardare con fuoco amico fingendo di essere l’opposizione, con il solito trucco di usare il ministro Speranza come Malaussene della situazione.

 

Perché, se il vaccino era stato consigliato agli over 60, sono stati autorizzati gli open day AstraZeneca per gli under 30?  Questa è una risposta che spetta alla politica.