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Tragedia sul lavoro, muore giovane operaia Aperta un’inchiesta per omicidio colposo

04/08/2021

articolo estratto dal

Resto del Carlino di Modena

 

Ancora una volta in questo tragico inizio 2021, dobbiamo registrare l'ennesimo incidente mortale sul posto di lavoro. Ritenaimo, come Partito della Rifondazione comunista, che anche questa morte non può che essere riconducibile al modello ideologico che il sistema legato al capitale e alla spietata concorrenza, impone alla produzione delle merci e alla riproduzione della vita sociale.  

Laila El Harim, 41 anni, è rimasta incastrata in una fustellatrice alla ’Bombonette’ di Camposanto. Era stata assunta due mesi fa.

 

 

Ha dato un bacio alla sua bambina e al suo compagno per poi recarsi al lavoro, entusiasta come sempre. Da due mesi, infatti, era stata assunta nell’azienda specializzata nella produzione di scatole per dolci, vassoi, pirottini, incarti e shopper Bombonette in via Panaria Est a Camposanto, per occuparsi della gestione delle macchine. Vista la maggiore responsabilità, era fiera del suo ruolo. Qualcosa, però, durante il controllo ad un macchinario, ieri mattina, non ha funzionato come avrebbe dovuto.

 

E’ morta schiacciata da una fustellatrice Laila El Harim, 41 anni ancora da compiere, originaria del Marocco ma da oltre 20 anni in Italia, paese che amava. La donna viveva a Bastiglia insieme al compagno, Manuele Altiero e alla sua bambina di quattro anni. Si erano conosciuti sul lavoro, dieci anni fa, e da allora non si erano più lasciati. Proprio un mese e mezzo fa, infatti, l’uomo si era inginocchiato davanti alla mamma della sua bambina chiedendole di sposarsi. Ma la coppia, di progetti, ne aveva tanti ed ora l’uomo, disperato, chiede che venga fatta piena luce su quanto accaduto; sull’ennesimo infortunio mortale che vede vittima una donna. Laila, come Luana D’Orazio, la giovanissima mamma di Prato morta a 22 anni dopo essere rimasta incastrata negli ingranaggi di un orditoio, è stata uccisa infatti da un macchinario che avrebbe dovuto essere posto in sicurezza: una grande pressa che l’ha schiacciata senza lasciarle scampo. Probabilmente neppure la possibilità di chiedere aiuto. A dare l’allarme sono stati i colleghi della quarantenne (avrebbe compiuto 41 anni tra pochi giorni), che l’hanno trovata riversa sulla fustellatrice con spalle e testa incastrati all’interno. Non è chiaro se al momento della tragedia fosse presente anche un collega della vittima: quello che è certo è che purtroppo, all’arrivo dei sanitari del 118, per Laila non c’era più nulla da fare nonostante i disperati tentativi di salvarla: la donna è morta sul colpo. Sono stati i pompieri, giunti sul posto con una squadra a liberare la salma della giovane mamma. Sul posto sono poi accorsi i carabinieri da Carpi e San Felice, l’ispettorato del lavoro ed il personale dell’ufficio prevenzione e sicurezza dell’Ausl che si stanno occupando degli accertamenti. La procura, infatti, ha disposto il sequestro del macchinario ed ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di omicidio colposo: sarà fondamentale, infatti, individuare eventuali responsabilità sull’ennesima morte bianca e, soprattutto, far luce su eventuali ‘problematiche’ relative alle misure di sicurezza adottate nell’azienda. Erano circa le otto di ieri mattina quando la 40enne ha raggiunto il capannone dove era in azione il macchinario; pare per effettuare un controllo e pochi attimi dopo ne è stata risucchiata e dilaniata. C’erano barriere protettive? Come mai i blocchi di sicurezza della pressa che taglia il cartone non si sono azionati? Sulla salma della donna sarà anche disposta nelle prossime ore l’autopsia al fine di individuare le esatte cause del decesso. Il compagno della 40enne fa presente come Laila fosse una lavoratrice esperta, con oltre 15 anni di esperienza alle spalle. Sapeva, in sostanza, ciò che faceva eppure il ‘macchinario infernale’ le ha strappato la vita in pochi istanti.

 

Sotto choc i colleghi dello scatoloficio, nessun commento ufficiale da parte del datore di lavoro che ha collaborato tutta la giornata con gli inquirenti per chiarire le cause della disgrazia. La disperazione, ieri mattina alla Bombonette, era palpabile. Poca voglia di parlare, nell’aria solo il dolore di una grande perdita, una tragedia per ora inspiegabile ma che troverà luce nelle indagini, probabilmente dagli accertamenti disposti sulla fustellatrice.