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ITALIA IN RITARDO SUL CLIMA

10/08/2021

da il Manifesto

 

Governo. Obiettivi al di sotto del necessario, anche nel Pnrr, e manca ancora la nomina dell'inviato (o inviata) speciale per i negoziati che pure ospiteremo. Di Maio promette: la faremo a settembre

 

Nel nostro paese il nuovo rapporto Onu sul clima trova una situazione di emergenza. Otto città bollino rosso e 21 bollino arancione, ondata di calore anomalo nei prossimi tre giorni, avverte il ministero della salute. Italia prima nell’Unione europea per numero di incendi di gravi dimensioni divampati nel 2021, informa la Commissione Ue. Sono stati 393 da gennaio ad agosto (contro una media nel periodo 2008-2020 di 224). Superiamo anche la Grecia ed è come se fossero andati in fumo 140mila campi di calcio. In questo quadro drammatico, il nostro paese non ha ancora nominato l’inviato speciale per il cambiamento climatico, cosa che tanti altri paesi come Regno Unito, Francia e Germania hanno già fatto sull’esempio degli Stati uniti dove Biden ha scelto Kerry. La figura, che pure è prevista dall’articolo 5 del decreto legge 92 del 23 giugno scorso, non è stata individuata perché non c’è l’intesa tra i due ministri ai quali spetta la nomina: Di Maio (esteri) e Cingolani (transizione ecologica).

 

Ieri Di Maio ha commentato il rapporto Onu dicendo che disegna «un quadro allarmante» e che «bisogna dare una risposta efficace senza perdere tempo», quanto all’inviato speciale ha promesso che sarà nominato «a settembre». In tempo, si spera, perché possa partecipare ai negoziati della pre-Cop 26 in programma a Milano il 30 settembre (l’Italia infatti è presidente di turno del G20 e la riunione dei capi di stato e di governo, dove pure è attesa una dichiarazione sul clima, si terrà a Roma il mese successivo).

 

Il nostro paese è in ritardo anche negli obiettivi del Piano di ripresa e resilienza, secondo i verdi Bonelli ed Evi (Europa verde) il Pnrr prevede una riduzione delle emissioni climalteranti del 51% entro il 2030 «mentre la legge europea sul clima già molto cauta si prefigge l’obiettivo del 55%». Secondo Legambiente c’è bisogno di fare molto di più, la riduzione delle emissioni entro il 2030 dovrebbe essere del 65% «per un piano più ambizioso e in linea con la soglia critica di 1,5° di aumento della temperatura». L’obiettivo della neutralità climatica, previsto per il 2050, andrebbe cioè anticipato sostiene l’ex ministro dell’ambiente Edo Ronchi, che richiama il nostro paese alla necessità di darsi «una legge per la protezione del clima». Prima però si deve almeno scegliere l’inviato o l’inviata speciale per il cambiamento climatico.