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I PAESI RESPONSABILI DI VENTANNI DI GUERRA INTERVENGANO ORA PER PORRE FINE ALLA VIOLENZA

16/08/2021

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

 

Rifondazione: i Paesi responsabili di 20 anni di guerra intervengano ora per porre fine alla violenza, costruire pace con giustizia sociale e salvare chi fugge dall’Afghanistan occupato dai taliban

 

Mentre si susseguono notizie sempre più drammatiche dal martoriato Afghanistan e le milizie taliban entrano senza incontrare resistenza anche a Kabul, due sono a nostro avviso gli elementi su cui incentrare l’attenzione. I Paesi della Nato ed il Pakistan, in tempi e modi diversi sono i responsabili di una nuova immensa crisi umanitaria.

 

In Europa questo è avvenuto per tanti anni, con governi diversi, in pressoché totale assenza di dibattito pubblico al punto che anche lasciare il Paese senza prospettive – dopo un’assurda occupazione – è stato un evento che ha riguardato unicamente il governo e le forze militari. In Europa si è assistito al consumarsi di questa tragedia, non solo nel più totale silenzio, ma anche con una diretta corresponsabilità da parte di quei Paesi, tra cui l’Italia, che hanno seguito l’avventura imperialista “a stelle e strisce” dell’occupazione dell’Afghanistan.

 

E’ necessaria una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, in cui Paesi colpevoli di tali scelte scellerate si facciano carico degli uomini, delle donne e dei bambini che inevitabilmente vorranno fuggire dai territori occupati dagli “studenti coranici”. Va rilanciata la proposta di corridoi umanitari sicuri che garantiscano la vita e lo status di rifugiata/o a chi teme la vendetta taliban e trattative condotte dall’Onu per impedire che la pace proposta dai taliban trasformi il Paese in un deserto dei diritti.

 

Appoggiamo la richiesta di una conferenza internazionale, sotto l’egida delle Nazioni Unite e nel rispetto dei principi di integrità, non-ingerenza e auto-determinazione dei popoli, per porre immediatamente fine alla violenza, per impedire la spirale di sangue di vendette e ritorsioni, per avviare le condizioni per una pace duratura, giusta dell’Afghanistan.

 

Ma occorre che la sinistra non solo in Italia, partendo anche dagli errori commessi, ritrovi quel ruolo di rifiuto incondizionato della guerra, dell’oppressione e della deprivazione di diritti che la deve distinguere nella battaglia politica e nel dibattito pubblico.