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L’AFGHANISTAN , IL RITORNO DEI TALEBANI E IL TESORO DI LITIO

24/08/2021

da Valori

Andrea Barolini

 

Conquistando l'Afghanistan, i talebani hanno messo anche le mani su una delle più importanti riserve di litio del mondo

 

Il ritorno dei talebani a Kabul implica, come noto, grandi incognite per i pochi diritti faticosamente acquisiti dalla popolazione dell’Afghanistan. In particolare per quanto riguarda le donne. Le parole rassicuranti del nuovo governo guidato dagli insorti potranno convincere solo se saranno seguite dai fatti. E questi ultimi sembrano già contraddire le affermazioni degli islamisti. Ciò che è certo è che, prendendo il controllo della nazione asiatica, i talebani mettono le mani anche su enormi quantità di materie prime.

 

 

L’Afghanistan è «l’Arabia Saudita del litio»

 

Tra queste spicca il litio. Secondo un’inchiesta del giornale americano Quartz, ciò potrebbe influenzare perfino la transizione ecologica che i governi di tutto il mondo sono chiamati ad operare. «Nel 2010 – spiega l’analisi – un memo interno del dipartimento americano della Difesa ha definito l’Afghanistan “l’Arabia Saudita del litio”. Ciò dopo la scoperta, effettuata da geologi statunitensi, di vasti giacimenti. Il cui valore è stato stimato in almeno mille miliardi di dollari». Un dato che era stato citato all’epoca dal New York Times.

 

Tale materiale è essenziale per la fabbricazione di veicoli elettrici e, più in generale, di batterie. Lo sfruttamento delle energie rinnovabili passa dunque anche dalla disponibilità di litio. Quartz sottolinea che «dieci anni fa, a causa del conflitto, della corruzione e di problemi burocratici, tali risorse erano ancora interamente inutilizzate. Ora, mentre gli Stati Uniti vorrebbero affrancarsi dalla dipendenza dalle esportazioni cinesi, avere i minerali afgani sotto il controllo dei talebani rischia di colpire direttamente gli interessi americani».

 

I talebani starebbero proponendo accordi a Russia e Cina

 

Rod Shoonover, direttore dei programmi sulla sicurezza ecologica presso il think tank Council on Strategic Risks, ha spiegato al giornale americano che sapere in che modo gli estremisti islamici giunti al potere in Afghanistan utilizzeranno tali risorse è cruciale. D’altra parte, la domanda globale di litio, nel 2040, secondo quanto indicato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) dovrebbe risultare 40 volte più alta rispetto ai livelli del 2020. Esattamente come accadrà per numerosi altri minerali, come nei casi di rame e cobalto.

 

Secondo quanto riportato da Quartz, i talebani appena arrivati al governo starebbero già avanzando proposte di accordi alla Russia e alla Cina. Il che spiegherebbe anche la scelta di Mosca e Pechino di non chiudere immediatamente la porta ai fondamentalisti islamici. Ma anche la Turchia e il Pakistan potrebbero edificare, direttamente o attraverso prestiti, infrastrutture stradali e ferroviarie necessarie per lo sviluppo del settore minerario dell’Afghanistan.

 

Il grafico indica la crescita della domanda globale di litio prevista di qui al 2040