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SUL CLIMA LA SCIENZA AVEVA CAPITO TUTTO PIU' DI UN SECOLO FA

04/09/2021

da Valori

Andrea Barolini

 

La storia della scienza del clima è lunga più di un secolo. Eppure ancora oggi gli Stati faticano ad agire

 

La scoperta del fenomeno del riscaldamento globale non è affatto recente. Recente, casomai, è l’interesse da parte dei governi di tutto il mondo, che si sono trovati di fatto “costretti” ad affrontare il problema. Eppure, il fatto che l’atmosfera terrestre si stia riscaldando a causa dei gas ad effetto serra è noto da moltissimo tempo. Addirittura, la scoperta risale alla fine dell’Ottocento.

 

Svante Arrhenius, pioniere della scienza del clima

 

All’epoca, fu Svante Arrhenius, scienziato svedese che ha ricevuto il premio Nobel per la chimica nel 1903, ad illustrare per la prima volta la teoria secondo la quale la concentrazione di biossido di carbonio nell’atmosfera presenta un’incidenza sul clima della Terra. Un suo studio, datato 1896, si intitola proprio “Sull’influenza della CO2 nell’aria rispetto alla temperatura al suolo”.

 

L’influenza della CO2 sul clima è noto da tempo

 

Parecchi anni dopo, nel 1957, gli scienziati Roger Revelle e Hans Suess pubblicarono un’altra scoperta importante. Era noto come gli oceani ricoprano un ruolo fondamentale in termini di assorbimento della CO2 in eccesso presente nell’atmosfera. Tuttavia, gli studiosi si resero conto che tale meccanismo presentava un ritmo molto più lento di quanto precedentemente previsto. Ciò avrebbe aggravato, nel corso degli anni, il processo di aumento della temperatura media globale.

 

Successivamente, negli anni Sessanta e Settanta, diversi scienziati hanno cominciato a realizzare misurazioni accurate dei gas ad effetto serra dall’osservatorio situato sulla vetta del vulcano hawaiano Mauna Loa: anche in questo caso fu chiaro che la concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera stava progressivamente aumentando.

 

Il rapporto Charney: da oltre 40 anni un punto di riferimento

 

In particolare, Charles David Keeling, esperto dello Scripps institution of oceanography di San Diego, pubblicò un’analisi sul lungo termine. Essa conteneva un diagramma che è oggi noto in tutto mondo come «curva di Keeling»: essa tiene traccia e prevede, mese dopo mese, anno dopo anno, l’andamento della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera.

 

 

Un altro passaggio fondamentale risale infine al 1979. Protagonista fu il meteorologo Jule Gregory Charney, al quale la Casa Bianca chiese un documento che rispondesse alla seguente domanda: cosa dobbiamo aspettarci in termini di riscaldamento globale dipeso dalle emissioni di gas ad effetto serra? In occasione del trentennale dalla pubblicazione, nel 2009, Raymond Pierrehumbert, docente di geoscienze dell’università di Chicago spiegò: «Nulla di tutte le conoscenze raggiunte negli ultimi decenni ha potuto contraddire le conclusioni del rapporto Charney». Il riscaldamento globale e le sue conseguenze, insomma, sono noti da decenni.