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SANITA' : ALLARME SULLA CARENZA DI INFERMIERI , COME PRIMA DELLA PANDEMIA

17/09/2021

da Contropiano

Stefano Porcxari

 

L’allarme, l’ennesimo come prima, durante e dopo il picco della pandemia, è venuto dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) secondo cui nelle strutture sanitarie del nostro paese mancano almeno 60mila infermieri.

 

Dalla dolorosa esperienza dell’emergenza Covid sembra che governi e regioni non abbiano imparato nulla e tutto rischi di rimanere come prima, cioè con una sanità pubblica al collasso a causa dei tagli di personale, posti letto, strutture territoriali.

 

Le carenze di personale infermieristico segnalate sono quasi 27mila al Nord, circa 13mila al Centro e 23.500 al Sud e nelle Isole.

 

Eppure le disponibilità di personale formato ci sono. Nel 2020 Scienze Infermieristiche è stata l’unico corso di laurea, quelli tra sanitari, che ha visto aumentare le domande di quasi l’8% di fronte a una contemporanea diminuzione, più o meno evidente, delle altre. Secondo i dati, in tempi pre-Covid, a un anno dalla laurea già l’80% era in servizio.

 

In Italia il rapporto infermieri-abitanti è di 5,5-5,6 infermieri ogni mille abitanti, uno dei più bassi d’Europa. Secondo l’Ocse il rapporto infermieri-medici, che dovrebbe essere secondo standard internazionali 1:3 è, sempre secondo l’Ocse, inferiore di 1:1,5.

 

Il Censis, in uno studio, ha quantificato la carenza di personale infermieristico in 57 mila unità, rapportando per l’Italia la presenza di infermieri a quella dell’Emilia-Romagna – considerata la Regione messa meglio – ed ha considerato che, se il confronto dovesse avvenire con altri partner europei, come ad esempio il Regno Unito (che fa tra l’altro continua richiesta di infermieri italiani) la carenza salirebbe a quasi 300.000 unità.

 

Secondo il Rapporto Crea Sanità, dell’Università di Tor Vergata, la carenza in base ai parametri europei sarebbe di almeno 162.972 infermieri se rapportati al complesso della popolazione e 272.811 se rapportati alla popolazione ultra 75enne, che è quella di riferimento soprattutto sul territorio.

 

Il rapporto sensato tra infermieri e numero di pazienti assistiti, che secondo i parametri medi nazionali e internazionali dovrebbe essere di un infermiere ogni 6 pazienti (ogni due nei servizi come pediatrie o terapie intensive e così via), in realtà da anni in Italia vede una media di 9,5 pazienti per infermiere con punte in alcune Regioni fino a 17-18 pazienti per infermiere.