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COME STA FUNZIONANDO SOBERANA , IL VACCINO DI CUBA

04.11.2012

Sandro Iannaccone

da Wired

 

I risultati dei trial clinici, pubblicati in pre-print, mostrano che tre dosi di Soberana hanno un’alta sicurezza ed efficacia, superiore al 90%.

 

Il vaccino Soberana sembra funzionare. La strategia di Cuba, che all’inizio della pandemia di Covid-19 decise di non aspettare che il resto del mondo sviluppasse dei vaccini contro Sars-CoV-2 e di “mettersi in proprio”, starebbe quindi dando i suoi frutti. Lo racconta un editoriale appena pubblicato sul sito di Nature a commento dei dati caricati il 6 novembre scorso su medRxiv (che, ricordiamo, è un database che contiene articoli ancora non sottoposti alla revisione dei pari, e dunque il cui contenuto è da considerare con molta cautela): stando a quanto sostengono i ricercatori cubani che hanno testato Soberana, l’immunizzazione con tre dosi di vaccino avrebbe un’efficacia molto alta, superiore al 90% e quindi comparabile con quella dei vaccini a mRna (Pfizer-BioNTech e Moderna). 

 

Lo sviluppo

 

“Sapevamo da subito che la cosa migliore per la nostra popolazione sarebbe stata quella di essere indipendenti”, ha commentato Vicente Vérez Bencomo, direttore generale del Finlay Institute of Vaccines all’Avana, che ha sviluppato il vaccino in sinergia con altri centri di biotecnologia del paese. Una scelta ovviamente anche condizionata dall’embargo statunitense, che avrebbe reso difficile far arrivare vaccini e terapie dall’estero. I ricercatori cubani si sono dunque messi al lavoro e a marzo scorso il candidato vaccino è entrato nella fase III dei trial clinici, i cui risultati sono oggi finalmente disponibili.

 

Secondo quanto dichiarato dagli autori, Soberana è efficace per oltre il 90% nella protezione dall’infezione sintomatica da Covid-19 (se somministrato in tre dosi). La somministrazione, inoltre, sembra essere efficace anche contro la variante Delta, la più trasmissibile del virus, a cui ormai sono ascrivibili praticamente tutti i casi di Covid-19 nell’isola.

 

La sperimentazione e la somministrazione

 

Soberana, tra l’altro, non è l’unico vaccino sviluppato a Cuba: il suo gemello si chiama Abdala ed è stato prodotto dal Center for Genetic Engineering and Biotechnology, con sede sempre all’Avana. A luglio scorso, gli sviluppatori di Abdala hanno pubblicato dei dati relativi a un trial clinico di fase III, condotto su 48mila persone che mostrano che anche questo vaccino avrebbe un’efficacia superiore al 90%; i risultati completi della sperimentazione, però, non sono ancora disponibili. 

 

L’agenzia regola toria cubana del farmaco ha approvato l’uso di Abdala e Soberana sugli adulti a luglio e agosto scorso, rispettivamente; poi ne ha avviato l’esportazione in Venezuela, Vietnam, Iran e Nicaragua e ha chiesto formalmente all’Organizzazione mondiale della sanità di approvarne l’utilizzo in tutto il mondo. Il passo successivo, infine, è stata l’estensione della somministrazione anche ai bambini di età superiore a due anni. Al momento, l’89% circa della popolazione cubana ha ricevuto almeno una dose di Abdala o Soberana.

 

Che cos'è un “vaccino coniugato”

 

Soberana fa parte della categoria dei cosiddetti “vaccini coniugati”, come per esempio gli anti-meningococcici. Si tratta di vaccini inattivati (che contengono frammenti del patogeno) e legati (coniugati, per l’appunto) a una proteina per renderli più efficaci. I vaccini coniugati già sviluppati in passato dal Finley Institute, nella fattispecie, legano chimicamente una proteina o uno zucchero di un batterio o di un virus a un frammento innocuo di una neurotossina del batterio del tetano. È stato osservato che questo tipo di “coniugazione” innesca una risposta immunitaria più forte di quella che si avrebbe somministrando separatamente i due componenti non legati. 

 

Nel caso di Soberana, il team di Vérez Bencomo ha coniugato la neurotossina del batterio del tetano a una porzione dell’ormai famosa proteina spike di Sars-CoV-2(quella che gli permette di “entrare” nelle cellule), e in particolare al cosiddetto receptor binding domain (Rbd). I trial clinici appena pubblicati, condotti su 14mila persone, hanno mostrato che la somministrazione di due dosi del vaccino riduce del 71%, rispetto all’uso di un placebo, il rischio di sviluppare il Covid-19 in forma sintomatica (un dato simile a quello relativo ai vaccini di Johnson & Johnson e AstraZeneca). Una terza dose del vaccino, leggermente diverso (Soberana Plus, non coniugato ma basato solo sull’Rbd), porta l’efficacia al 92,4%. E sono in programma ulteriori sperimentazioni: il Finlay Institute ha infatti stretto un accordo con il Pasteur Institute di Teheran per condurre un altro trial clinico in Iran, su 24mila persone. I risultati della sperimentazione dovrebbero essere disponibili a breve.

 

Pro e contro

 

Efficacia a parte, entrambi i vaccini cubani hanno dei pro e dei contro rispetto a quelli usati nelle altre parti del mondo. Il vantaggio principale sta nella logistica: Soberana e Abdala, infatti, non devono essere conservati a bassissime temperature (come invece accade per i vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna) e quindi possono essere consegnati e conservati più facilmente anche in regioni particolarmente remote. Inoltre, il fatto che non facciano uso di adenovirus (come invece i vaccini di AstraZeneca e Johnson & Johnson) potrebbe comportare un minor carico di effetti collaterali: dai dati preliminari sembra che meno dell’1% dei partecipanti al trial clinico di fase III, per esempio, abbia avuto febbre dopo la somministrazione. 

 

Tuttavia, c’è anche un rovescio della medaglia: i vaccini di questo tipo, infatti, sono messi a punto usando diversi tipi di cellule per sintetizzare le proteine, il che aumenta il tempo complessivo necessario alla produzione. Inoltre, diverse evidenze suggeriscono che i vaccini coniugati che usano la neurotossina del tetano siano meno efficaci su soggetti che hanno già ricevuto un vaccino di questo tipo, tra cui, come già detto, quello contro la meningite. Per capirlo con certezza non ci resta che attendere la pubblicazione completa dei dati e sperimentazioni cliniche ancora più ampie.