Attività del Partito della Rifondazione Comunista Circolo "Raniero Amarugi" di Santa Fiora Visita la nostra pagina Facebook


Acqua:


Il Parlamento europeo ha fatto propria la proposta dei movimenti per l’acqua

Clicca Qui per ricevere Rosso di Sera per e-mail


Ogni mese riceverai Rosso di Sera per posta elettronica, niente carta, niente inchiostro.... Se vuoi inviare le tue riflessioni, suggerimenti, o quanto ritieni utile, a Rifondazione di Santa Fiora,usa questo stesso indirizzo info@rifondazionesantafiora.it

Comune di Santa Fiora

Controlacrisi

Direzione Nazionale

FACEBOOK SI TOSCANA A SINISTRA

Il coro dei Minatori di Santa Fiora Sito ufficiale

Italia - Cuba

Museo delle Miniere


Santa Fiora: la Piazza e la Peschiera online

Rassegna Stampa

Rifondazione su Facebook

STOP TTIP


"Campagna Stop TTIP"

Il Manifesto

Tu sei qui

ANCORA MORTI SUL LAVORO. UDINE , STUDENTE DI 18 ANNI MUORE SCHIACCIATO NELL'ULTIMO GIORNO DI STAGE

LAVORO E DIRITTI

 

21.02.2022

da il Fatto Quotidiano

 


Il giovane, Lorenzo Parelli, era originario del paesino di Castions di Strada: studiava in un istituto tecnico del capoluogo friulano. Secondo una prima ricostruzione, durante un lavoro di carpenteria metallica nello stabilimento dell'azienda Burimec a Lauzacco, una putrella (una trave d'acciaio) gli è caduta addosso uccidendolo. Sul posto sono arrivati i genitori: con loro i carabinieri, gli ispettori della Asl e il pubblico ministero di turno.

 

Uno studente di 18 anni, Lorenzo Parelli, è morto nel pomeriggio del 21 gennaio a causa di un incidente sul lavoro nello stabilimento della Burimec – una ditta di costruzioni meccaniche – a Lauzacco, frazione di Pavia di Udine. Venerdì era il suo ultimo giorno di tirocinio in un progetto di alternanza scuola-lavoro in convenzione con l’azienda. Secondo una prima ricostruzione, durante un lavoro di carpenteria metallica, una putrella (una trave d’acciaio) gli è caduta addosso uccidendolo sul colpo: inutili i tentativi di rianimazione del personale del 118.

Sul posto sono arrivati i genitori: con loro i carabinieri della compagnia di Palmanova, gli ispettori della Asl e il pubblico ministero di turno dalla procura udinese. L’area è stata transennata e verrà posta sotto sequestro per cercare di stabilire eventuali responsabilità penali. Il giovane, nato a novembre del 2003 e originario del vicino paese di Castions di Strada, studiava all’istituto tecnico industriale “Giacomino Bearzi” del capoluogo friuliano, gestito dall’ordine dei salesiani. Sul proprio sito internet, la Burimec si descrive come specializzata nella “costruzione di apparecchi ed impianti per la pesatura, costruzioni e lavorazioni meccaniche per l’industria siderurgica”. La sede principale delle lavorazioni è nel paese di Buttrio, mentre lo stabilimento di Lauzacco si occupa soltanto di laminazione.

 

“Un fatto di una gravità inaudita, indegno per un paese civile. Lo stage in un’azienda dovrebbe garantire il futuro ad un giovane, non condurlo alla morte. Non ci sono parole per commentare questa tragedia orribile“, scrive su Twitter il sindacato Cisl riportando le parole del segretario nazionale, Luigi Sbarra. “Come amministrazione regionale ci stringiamo attorno ai genitori, ai parenti e agli amici del giovane”, dichiarano in una nota congiunta il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e l’assessora al Lavoro Alessia Rosolen. È incomprensibile come ancora oggi si possano verificare episodi di questa gravità. In questo momento, però, l’incommensurabile dolore sofferto dalla famiglia impone a tutti un rispettoso silenzio, in attesa che le autorità competenti ricostruiscano l’esatta dinamica di quanto accaduto”.

 

“Un dolore senza fine questa sequela di vittime innocenti che perdono la vita mentre si guadagnano il pane, lavoratori anziani su impalcature, giovani che si affacciano ai cantieri, madri e padri di famiglia uccisi dai macchinari. Non si può pagare un simile prezzo per costruire la ripresa del Paese”, scrive la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani, ex presidente del Fvg. “Abbiamo sentito con chiarezza l’appello dei sindacati, le risposte del governo, la posizione delle imprese: adesso però basta, le cose devono cambiare”.