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12/02/2022

Stefano Iannaccone

da Tag43

 

Si chiama Manifesta ed è la neonata componente di sinistra alla Camera che vuole essere alternativa alle forze che sostengono il governo Draghi. A lanciarla, in tandem con i movimentisti di Potere al Popolo, quattro ex M5s: Silvia Benedetti, Chiara Yana Ehm, Doriana Sarli e Simona Suriano.

 

Bandiera rossa sicuramente non la trionferà, ma i “compagni” sono tornati in Parlamento. Il pugno chiuso, portato al Festival di Sanremo da La Rappresentante di Lista, si rivede anche alla Camera. L’obiettivo non è fare la rivoluzione o soffiare sulla lotta di classe, ma mettere all’ordine del giorno qualche istanza di sinistra, secondo quanto affermano i promotori dello stesso progetto. Questa è l’intenzione principale, insomma.

 

Una nuova ‘cosa’ di sinistra in parlamento

 

Ma cosa è accaduto negli ultimi giorni? Distratti tra trattative quirinalizie e i guai dei partiti, in testa il Movimento 5 stelle, si è sviluppato un nuovo percorso tra i corridoi di Montecitorio. Per carità niente di rivoluzionario, ma è stata formata la componente alla Camera denominata Manifesta-Potere al popolo-Rifondazione comunista-Sinistra europea. Tutto d’un fiato. A far materializzare la falce e martello, in tandem con i movimentisti di Pap, sono quattro deputate, elette con il M5s, e ora decise a spostarsi a sinistra: Silvia Benedetti, Chiara Yana Ehm, Doriana Sarli e Simona Suriano che ha assunto il ruolo di principale rappresentante del mini organismo sorto a Montecitorio.

 

la componente di sinistra a Montecitorio creata da 4 ex M5s

                                   Simona Suriano 

Nessuna di loro ha preso la tessera di questi partiti, scegliendo così il nome di Manifesta a cui aggiungere le altre sigle. Tecnicismi o giù di lì, che comunque raccontano di un progetto in fase embrionale. «Vogliamo portare i temi di sinistra in Parlamento», dice Suriano a Tag43. Del resto già al Senato Matteo Mantero, ex grillino in prima linea sulla legalizzazione della cannabis, aveva aderito a Potere al popolo. Come Capo dello Stato ha votato Emilio Scalzo, attivista no-Tav. «Ci sarà un coordinamento delle azioni», garantisce Suriano, in merito al rapporto con l’altro parlamentare, che siede a Palazzo Madama. La prima notizia è che i due soggetti, Pap e Prc, si ritrovano in un cammino comune, dopo la scissione che si consumò nel 2018, quando Potere al popolo sembrava destinato a crescere. Quell’1 per cento appariva come un seme. Le liti, però, non lo hanno fatto germogliare.

 

Le quattro pasionarie ex M5s di Manifesta

 

Ma chi sono le compagne in grado di unirsi sotto sotto dei due partiti? Suriano, nelle ultime settimane, si è distinta per le battaglie contro il super Green Pass. Da siciliana aveva denunciato l’impossibilità di potersi spostare dall’Isola, per raggiungere Roma e votare il capo dello Stato, a causa della mancanza della certificazione rafforzata. Così ha abbracciato la bandiera rossa per lottare contro il certificato verde, in nome dell’ostilità a Draghi. Doriana Sarli è un profilo salito agli onori della cronaca ai tempi del governo gialloverde: fu interprete del malumore dell’ala sinistra del Movimento rispetto all’alleanza con Matteo Salvini. E quindi delle scelte in materia di immigrazione. È stata insomma una delle prime dissidenti, apprezzata dal Pd per un lungo periodo, ma ha resistito con i pentastellati fino a quando ha detto “no” al governo Draghi.

cos'è Manifesta la componente di sinistra in parlamento

                                         Doriana Sarli

 

Chiara Yana Ehm è invece attiva sul fronte antimilitarista. Anche per lei l’addio ai 5 stelle si è materializzato con la fiducia all’esecutivo in carica. Silvia Benedetti è la più girovaga del quartetto: fu espulsa dal M5s per i mancati rimborsi già in campagna elettorale e venne comunque eletta, aderendo dopo poche settimane al Maie. Un progetto abbandonato dopo circa un anno. Così per qualche mese, da aprile a dicembre 2019, è diventata parte del progetto politico di Toti, facendo ingresso nella sua componente, Cambiamo!, a Montecitorio, apripista alla nascita di Coraggio Italia.

 

                       cos'è Manifesta la componente di sinistra in parlamento di 4 ex M5s

                                                      Silvia Benedetti

Benedetti ha poi salutato la compagnia restando nel Misto senza un tetto, fino alla decisione di aderire al progetto di Manifesta. E allora cosa farà la componente di sinistra-sinistra? «La priorità è quella di portare alcuni temi dimenticati in Parlamento, manifestare i disagi degli italiani, a cominciare dai ristori che non arrivano, al potenziamento del Reddito di cittadinanza, alla precarietà del lavoro», sottolinea Suriano. 

le 4 ex pentastellate che hanno creato Manifesta

                                                 Yana Ehm

 

Un’alternativa a sinistra ai partiti che sostengono il governo Draghi

 

La componente lancia anche uno sguardo al futuro. «Lavoriamo affinché nasca uno schieramento unitario di sinistra, ambientalista, alternativo ai partiti che sostengono il governo Draghi», spiega il segretario di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo. «La componente», aggiunge, «vuole essere un primo passo in questa direzione. E ringrazio le deputate che si sono messe a disposizione per rappresentare uno spazio politico. Abbiamo recepito in maniera molto positiva la loro proposta». E da Suriano non arriva una chiusura, anzi: «Se si costruisce un progetto di sinistra vera, potremmo fare dei ragionamenti». E sarebbe una piccola rivoluzione già se si attuasse il tutto. Senza scissioni, né spaccature.