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L’INTIMIDAZIONE GIUDIZIARIA COME SISTEMA . BOTTAI CHIEDE I DANNI AL CONSIGLIERE COMUNALE AULETTA

NOTIZIE DELLA TOSCANA 

 

21/02/2022

Tiziana Nadalutti

Diritti in comune

 

L’intimidazione giudiziaria come sistema. Dopo aver perso in sede penale Bottai chiede 100.000 mila euro di risarcimento in sede civile al consigliere comunale Ciccio Auletta. Il processo inizia il 10 marzo

Una nuova pesantissima intimidazione giudiziaria contro il nostro consigliere comunale Ciccio Auletta.

Ad intraprendere questa volta una azione in sede civile contro il nostro rappresentante in Consiglio comunale è stato l’ingegner Stefano Bottai – attuale vicepresidente di Toscana Aeroporti, ex vicesindaco di Pisa, ex presidente di Confcommercio Toscana, ex presidente di Boccadarno spa, ex presidente di Sviluppo Navicelli spa, attuale presidente di Cosmopolitan Hotel Group – il quale ha chiesto ad Auletta il risarcimento di 100 mila euro.

L’accusa mossa è sempre la stessa, quella già stata smontata ampiamente e di recente proprio dal Tribunale di Pisa: Auletta avrebbe condotto nei suoi confronti una “campagna di odio” e ne avrebbe così pregiudicato gravemente il profilo pubblico e danneggiato le attività.

Un anno fa, infatti, lo stesso Bottai aveva fatto un’altra denuncia in sede penale contro Auletta a partire dallo scandalo milionario delle fideiussioni irregolari che il nostro gruppo consiliare aveva scoperto e reso pubblico. In quella occasione il Pubblico Ministero aveva chiesto l’archiviazione, i legali di Bottai avevano fatto opposizione e il Giudice l’aveva respinta ritenendo che non vi fosse stata alcuna diffamazione nelle nostre dichiarazioni e tutto rientrasse pienamente nel diritto di critica politica. Una dinamica che si è ripetuta peraltro pochi giorni fa quando prima il Pubblico Ministero e poi il Giudice hanno archiviato un’analoga denuncia per diffamazione da parte dell’amministratore delegato di Toscana Aeroporti Roberto Naldi.

 

A dispetto della secca smentita da parte delle autorità giudiziaria, l’Ingegner Bottai ha ritenuto di dover insistere intentando (visto che in sede penale gli era andata male) una causa civile e alzando anzi ulteriormente la posta con la richiesta di un risarcimento astronomico: 100 mila euro.

 

Al di là dell’enormità della somma pretesa, il procedimento giudiziario è surreale anche per un altro motivo. Con la sua azione di vigilanza sulla legittimità degli atti la coalizione Diritti in comune ha infatti scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora delle fideiussioni irregolari, cioè la carta straccia per milioni e milioni di euro che lo stesso Bottai e altri imprenditori avevano presentato in Comune per avere il rilascio dei permessi a costruire per importanti interventi urbanistici e oggi per la seconda volta sono proprio coloro che hanno denunciato questo gravissimo scandalo ai danni della collettività ad essere chiamati a processo.

 

Quel che è evidente è che la nostra azione politica dà ormai troppo fastidio ai potenti di questa città che provano ancora una volta ad intimidirci pesantemente attaccando Ciccio Auletta anche sul piano personale della sopravvivenza economica, scegliendo lo strumento giudiziario come forma di attacco politico. Il fine che essi si propongono è di scoraggiare definitivamente quella che è una delle funzioni cruciali delle opposizioni nelle assemblee elettive: l’informazione sui meccanismi e sugli intrecci di potere, sulla qualità delle scelte amministrative e sulla loro legalità e legittimità. Ma eliminare questa funzione costituirebbe un atto di mutilazione della democrazia stessa, che rivelerebbe tra l’altro anche una diffidenza se non un disprezzo profondo tanto verso le istituzioni quanto verso l’opinione pubblica.

 

E difatti ciò che il politico e imprenditore pisano definisce come “una campagna di odio” a carattere squisitamente personale è stato in realtà una serie di denunce solidamente documentate e perfettamente circostanziate che nel corso degli anni hanno evidenziato gravi e diffuse irregolarità da parte delle aziende guidate da Bottai, dal mancato pagamento di imposte comunali alle fideiussioni non valide. Queste irregolarità avevano oltretutto un profilo pubblico di enorme importanza sia perché riguardavano scelte urbanistiche strategiche per la città sia perché le cifre coinvolte erano di grande entità. Tutti questi nostri rilievi non solo non sono mai stati smentiti ma sono tutti supportati da atti ufficiali dello stesso Comune.

 

Parte di questa presunta “campagna di odio” personale sarebbero state anche le preoccupate sottolineature da parte della nostra coalizione riguardanti due rilevanti nomine che hanno riguardato Stefano Bottai. La prima è stata quella nel consiglio di amministrazione di Toscana Aereoporti, del tutto legittima ma della quale si sono voluti evidenziare gli intrecci di potere privato in una società a partecipazione pubblica. La seconda è stata quella a “consulente” del Sindaco di Pisa, Michele Conti, del tutto illegittima come quella analoga dell’onorevole Edoardo Ziello, come evidenziato dallo stesso Ministero dell’Interno.

 

Tutti questi interventi delineano con assoluta chiarezza un modo di procedere che non è in alcun modo assimilabile a una campagna personalistica sia perché Stefano Bottai è stato citato sempre ed esclusivamente in relazione al suo profilo di imprenditore e di politico, cioè al suo profilo pubblico, sia perché le denunce sono state fatte da forze politiche elette democraticamente in consiglio comunale.

 

L’accanimento giudiziario contro gli eletti e contro la loro azione di controllo e di denuncia mostra come a Pisa si ponga oggi un problema sempre più serio di agibilità democratica per chi sta contro i poteri forti e svolge il proprio ruolo istituzionale nell’esclusivo interesse del pubblico e alla luce del sole.

 

Forte di questa consapevolezza la coalizione “Diritti in comune” condurrà questa battaglia, al pari di tutte le altre, con la massima determinazione e trasparenza e con la piena fiducia che anche questa volta il giudizio non solo scagionerà il consigliere Auletta, ma ribadirà la piena veridicità delle denunce fatte dalla coalizione e la centralità del ruolo di controllo di legalità e di orientamento politico dei rappresentanti del popolo. Affinché questo ruolo non venga indebolito è importante che le forze politiche, associative e sindacali cittadine prendano posizione in vista dell’udienza che si terrà il 10 marzo.

L’INTIMIDAZIONE GIUDIZIARIA COME SISTEMA . BOTTAI CHIEDE I DANNI AL CONSIGLIERE COMUNALE AULETTA