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DOMENICA C'E' LA PERUGIA - ASSISI . IN CAMMINO PER «EQUIVICINANZA»

EDITORIALI E COMMENTI        |       MANIFESTIAMO PER LA PACE 

 

21/04/2022

 

«Fermatevi! La guerra è una follia» è lo slogan dell’edizione straordinaria della marcia Perugia Assisi che si tiene domenica 24. Nel manifesto di convocazione dello storico evento del movimento pacifista italiano, si invocano il dialogo e il negoziato: «Fermare la guerra vuol dire negoziare subito, con determinazione, su tutto – afferma il documento – Il cessate il fuoco, i corridoi umanitari, la fine della guerra, la sicurezza per tutti, il disarmo, il rispetto dei diritti umani di tutti, comprese le minoranze. Tutte le strade vanno percorse. Bisogna dialogare con tutti».


Secondo Flavio Lotti, coordinatore del comitato promotore della marcia, a chiedere la pace «non sono i pacifisti, bensì le vittime della guerra: noi siamo il loro megafono». Lotti evoca lo spirito espresso in queste settimane da Papa Bergoglio: «Il Papa ci invita a chiedere a gran voce dai balconi e dalle strade pace. Non lo faremo solo con gli slogan ma con lo sforzo e l’impegno di chi è angosciato per gli ucraini».

 

Hanno già aderito centinaia fra associazioni legate al volontariato, istituzioni e realtà della società civile, oltre a 300 amministrazioni comunali. Non mancano le associazioni che rappresentano il mondo dell’informazione: Fnsi, Ordine dei giornalisti, Usigrai, Articolo 21. «La Perugia Assisi è il luogo dove incontriamo donne e uomini che hanno a cura la libertà e la dignità di tutti. Così come saremo tutti assieme il 25 aprile dalla parte della Costituzione antifascista» spiega il presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti che ha ospitato la conferenza stampa di lancio nella sua sede romana ricordando i giornalisti morti in Ucraina e dedicando l’evento «a tutti i nostri colleghi in prima linea, molti dei quali sono precari, ma anche ai media ucraini e a quei giornalisti russi che stanno tentando di opporsi alla propaganda del loro paese». Lotti ribalta il concetto di equidistanza e propone quello di «equivicinanza»: «Agli ucraini come di tante persone che sono sotto le bombe in tanti luoghi del nostro mondo, come Yemen, Libia, Afghanistan, Iraq». La delegazione della Cgil sarà guidata dal segretario generale, Maurizio Landini. «Saremo in marcia a favore del cessate il fuoco in Ucraina – spiegano dal sindacato – E per garantire protezione alla popolazione civile vittima della guerra e a tutti i profughi e rifugiati. Continueremo a farlo insieme ai sindacati europei e internazionali, alle reti e i movimenti, nei luoghi di lavoro per il ripudio di tutte le guerre: per il disarmo e la proibizione delle armi nucleari e per costruire un’Europa di pace».

 

Si parte alle 9 del mattino, come da tradizione, dai Giardini del Frontone di Perugia. Per la prima volta dal 1961, quando Aldo Capitini convocò la prima marcia, il cammino di circa 24 chilometri non si conclude alla Rocca di Assisi, ma davanti alla Basilica. «È un luogo – dicono i promotori – che pur nel rispetto di chi non crede o di chi ha fedi diverse, raccoglie lo spirito universale di Francesco».

 

Rifondazione Santa Fiora