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SIAMO IN GUERRA CONTRO PUTIN O CONTRO NOI STESSI?

EDITORIALI E COMMENTI      

 

03/07/2022

Aldo di Benedetto

Santa Fiora

 

Mi convinco sempre più che la nostra coscienza non forma, non plasma assolutamente il nostro "essere sociale", semmai il contrario, la realtà sociale esistente forma e plasma la nostra coscienza.

 

"A Napoli, una ragazza di 22 anni ha rifiutato la proposta di un negoziante che voleva assumerla per 10 ore al giorno/tutta la settimana, pagandola 280 euro al mese; molti commentatori politici soprattutto di centrodestra sostengono che la colpa è del reddito di cittadinanza e bisognerebbe abolirlo".

 

Fosse solo la destra politica a propagandare la fine del Reddito di Cittadinanza, non mi preoccuperei tanto, rientra nei termini; purtroppo vedo anche molta gente comune essere ostile a questa misura. Constato un vero "odio" dentro di loro, gente comune, contro "tutti" i percettori di questo ristoro redistributivo; vedo in loro una volontà di lotta fratricida contro il prossimo, che è simile a loro, ma l'altro è colpevole di "rubare", se non peggio; li vedo entrare in netta competizione, quasi il "furto" sembra fatto direttamente nella loro di casa; ma la cosa più inquietante è che ormai, mentalmente e culturalmente, concepiscono il mondo diviso in due classi, che non sono borghesia e proletariato, a noi care, ma in buoni e cattivi, ladri e onesti, furbi e innocenti, lavativi e lavoratori, oligarchi o onesti imprenditori.

 

Poi: russo - ucraino, emigrati del sud puzzolenti - emigrati del nord poveri diavoli da guerra altrui; ricco - povero, democratico - autoritario, Putin male - NATO bene.

 

Tutta questa linfa malefica, tutta questa riduzione dell'esistente ad un semplice bipolarismo sociale, non c'era negli anni settanta/ottanta nell'animo della stragrande maggioranza degli individui. In quegli anni una misura come il RDC, che ricordiamo essere presente e ben funzionante in tutta Europa, sarebbe stata incassata dal "popolo" come una vittoria progressista, una vittoria civile come fu per il divorzio o l'aborto, per essere padroni (le donne) del proprio corpo e destino, secondo coscienza propria, contro una volontà coercitiva imposta da una "cultura" esterna: religiosa, fascista, conservatrice o semplicemente, espressione di una "falsa democrazia".

 

Morale della storia, siamo in guerra, contro chi l'ha deciso il mondo, anzi no, Putin. Sembrerebbe.

 

Il male necessario, ricercato, il "cattivone" di turno che giustifica e ci accomuna tutti dentro una bagarre planetaria, perché di questo si tratta in sostanza. Ma soprattutto in guerra contro noi stessi. "Nell’arco di tre mesi le bollette di gas e luce sono raddoppiate mentre la benzina ha superato i due euro al litro; i produttori e le catene multinazionali, sia per la guerra che per la speculazione, hanno triplicato i loro profitti; ma chi governa si guarda bene da imporre il blocco dei prezzi: dal 1° luglio sono previsti nuovi aumenti + 17% luce ,+ 27% gas !". " Il valore reale dei salari è minore del 15% rispetto al 1990; la maggioranza dei salari non supera 1.300 euro mensili ma hanno rinnovato il contratto della sanità con un incremento di 90 euro lordi al mese diluiti in tre anni (circa 20 euro di incremento al mese netti ogni anno per tre anni)". Che dire: proprio un bel "grazie" da parte delle "oligarchie nostrane", pubbliche e private, al corpo sanitario "pubblico"; non certamente adeguato alle ridondanti gratificazioni verbali ed encomi spesi a piene mani durante i peggiori momenti del periodo Covid19 da questo "insanabile" apparato statale che ci ritroviamo. "Il valore reale delle pensioni è ridotto del 20% rispetto al 1990; il 50% dei pensionati hanno una pensione inferiore ai 1.000 euro al mese di cui il 15% inferiore a 500 euro mensili". "La scuola è ridotta in uno stato penoso con l’80% degli edifici fuori legge rispetto al Testo Unico sulla sicurezza; gli studenti sono obbligati ad accettare un tipo di scuola che prevede ‘l'alternanza scuolalavoro’, ovvero lo sfruttamento del lavoro senza retribuzione (di recente due ragazzi sono morti mentre erano in ‘stage’; altri in galera per aver protestato)".

 

"I giovani sono costretti alla precarietà con paghe di fame: se mai andranno in pensione oltre i 67 anni, avranno un assegno inferiore al 40% del salario; il 90% delle assunzioni sono a ‘lavoro saltuario (a chiamata, somministrazione,...)’ a causa delle ben 45 forme di lavoro precario, flessibile, instabile; oggi il 50% di chi ha un lavoro è precario; inoltre Renzi nel 2014 ha abolito l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (giusta causa per i licenziamenti) che nessun partito intende più ripristinare". "A causa di un tipo di sviluppo tutto fondato sulla centralità del profitto i lavoratori devono lavorare senza prevenzione, senza formazione, senza condizioni di sicurezza con un aumento dei morti sul lavoro che è passato dai 1.000 nel 2019 ai 1.400 nel 2021. 

 

I padroni cercano di ridurre tutti i costi del lavoro, senza fare investimenti di prevenzione sugli impianti e spesso per incrementare la produzione tolgono anche i dispositivi di sicurezza esistenti; in Italia ci sono circa 800 contratti pirata: non essendoci una legge sulla rappresentanza dei lavoratori, le aziende fanno accordi e contratti con sindacati di comodo che accettano salari e normative capestro; scarsamente retribuiti". "Nella sanità pubblica le ‘liste di attesa per visita specialistica’ sono anche a un anno; mentre i pronto soccorso sono implosi diventando bolge a causa dei tagli avvenuti negli ultimi 30 anni (circa 47 miliardi); l’Italia inoltre ha il triste primato di morti per Covid con 170.000 deceduti".

 

Non solo in Italia, ma guarda bene anche in Russia alla caduta dell'URSS, nei primi anni 90 i beni pubblici e le aziende di Stato sono state svendute e privatizzate: i cittadini pagano di più i servizi con qualità inferiore. “L’1% più ricco della popolazione italiana detiene il 24% della ricchezza nazionale; il 10% ha il 55% mentre lo strato più povero (il 20%) detiene solo lo 0,50%; Il 57% degli italiani dichiara un reddito inferiore a 20.000 euro l’anno; 500.000 persone guadagnano tra i 100.000 e i 300.000 euro l’anno; 1,5 milioni, ha un patrimonio immobiliare e finanziario che varia da un minimo di un milione a un massimo di 5 milioni di euro: costoro sono agevolati nelle imposte, a fronte di un'evasione fiscale di 1.000 miliardi e di 7.000 miliardi esportati nei paradisi fiscali esteri".

 

"A partire dagli inizi degli anni 90 abbiamo assistito a un martellamento ideologico che ha messo in discussione diritti, salari, normative, stato sociale, privatizzando tutto il patrimonio pubblico dello Stato attraverso cosiddette 'riforme'. Oggi ci si lamenta perché a votare va meno del 50%, ma gran parte della popolazione meno abbiente pensa che con il voto non si cambierà niente e che invece bisogna lottare per rovesciare tutto e riappropriarsi dei beni comuni e del territorio/ambiente sottratto alla devastazione, della giustizia climatica e dell'alimentazione genuina, dei diritti sociali e della ‘scala mobile’, per ridurre l’orario di lavoro a parità di salario e il salario minimo orario/mensile, per abolire la legge Fornero e andare in pensione a 60 anni e con minimo l’80% dell'ex salario, per abolire il ‘l'anarchia del libero mercato’ e spostare ricchezze dai ricchi ai poveri e subordinati, impedendo così le guerre e la distruzione dell'ecosistema".

 

Purtroppo per fare tutto questo necessita avere non solo la coscienza, occorre la volontà della stragrande maggioranza degli individui, per produrre socialmente, politicamente, economicamente una nuova o rinnovata "coscienza sociale" su basi concrete e culturalmente egemoniche. Altrimenti restiamo sulla arida strada che ci indica l'attuale cultura dominante, a decidere semplicemente come schierarsi sul controproducente dilemma di cosa ci viene presentato di volta in volta come buono o cattivo, come se la storia del mondo non fosse mai progredita oltre questa soglia.