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REDDITO TAGLIATO AGLI INVALIDI - TESTIMONIANZE DI CITTADINI

LAVORO E DIRITTI  

 

07/07/2022

da il Fatto Quotidiano

di Chiara Brusini

 

Il saldo tra l'aumento delle pensioni riconosciuto nel 2020 agli invalidi civili e la decurtazione del reddito di cittadinanza (conseguenza di un automatismo previsto dalla legge del 2019) è ampiamente negativo e migliaia di persone sono alla disperazione. Gli emendamenti parlamentari di Lega, 5 Stelle e gruppo Misto presentati a partire a marzo per rimediare sono stati tutti cassati per mancanza di coperture. Nel silenzio del ministro del Lavoro PD Andrea Orlando

 

A giugno l’accredito sulla card gialla del reddito di cittadinanza si è fermato per molti di loro a 10 euro. “Io ne spendo centinaia in pochi giorni solo per le medicine: non arrivo più a fine mese”, racconta uno di loro. Un altro, costretto a scegliere tra la fisioterapia e l’aiuto indispensabile di una colf, spiega di aver dovuto dare via le gatte che gli facevano compagnia: “Non potevo più permettermi sabbia e croccantini”. Sono gli invalidi civili a cui dallo scorso gennaio il sussidio è stato decurtato o azzerato perché dal 2020 ricevono una maggiorazione della pensione, giudicata dalla Corte costituzionale insufficiente per soddisfare i bisogni primari. Il saldo tra quell’aumento e il taglio del reddito (arrivato, con il via libera del ministero del Lavoro, come conseguenza di un automatismo previsto dalla legge del 2019) è negativo e migliaia di persone sono alla disperazione. Con l’inflazione che morde, arrivare a fine mese è difficilissimo. Ilfattoquotidiano.it ha raccolto alcune delle loro storie, in attesa che la politica si muova per risolvere il pasticcio. Finora gli emendamenti di Lega5 Stelle e gruppo Misto presentati a partire a marzo per rimediare sono stati tutti cassati per mancanza di coperture. Nel silenzio del ministro del Lavoro dem Andrea Orlando, di recente chiamato in causa dalle parlamentari Paola Nugnes e Doriana Sarli ( di ManifestA )che avevano chiesto il suo impegno ad approvare un intervento nel decreto Aiuti (puntualmente dichiarato improponibile per estraneità della materia).

 

“Ho 53 anni, ho fatto la barman ma dal 2018 sono invalida civile inabile al lavoro”, racconta Annarita Santoro da Brindisi. “Prendevo 290 euro di pensione, poi dal 2020 con la maggiorazione la cifra è arrivata a 650. In più avevo 500 euro di rdc. A gennaio me l’hanno azzerato. A febbraio ho preso 111 euro, a marzo 20. In aprile niente perché è scattata la sospensione. L’erogazione è ripresa a giugno: solo 10 euro. Vivo in un garage, pagando 250 euro di affitto: ora ho degli arretrati. A volte mangio alla Caritas, altre chiedo aiuto ai miei fratelli. Mi stavo mettendo a posto i denti e facevo fisioterapia per le mie sette ernie: ora non ce la faccio a pagare. Ho fatto domanda per avere l’accompagnamento, ma la commissione medica me l’ha negato. Dovrò fare ricorso, è l’unica speranza”

 

Pierluigi, palermitano, oscilla tra l’arrabbiatura (eufemismo) e la tentazione di arrendersi. “Ho 55 anni, soffro di una malattia autoimmune e di crisi depressive. Dal 2020 la pensione mi è stata aumentata a 651 euro e la mia vita sembrava aver preso una buona piega, ma a gennaio è arrivata la doccia fredda. Il reddito mi è stato drasticamente tagliato senza alcun preavviso, di quasi 500 euro dai 780 che prendevo prima”, ricorda. “Abito solo e non ho parenti: pago 450 di affitto e ora ho due mesi di arretrati. Ho bisogno di sedute di fisioterapia e di una donna delle pulizie, dato che a casa non riesco a fare niente. Da gennaio ho dovuto ridurre a una sola seduta e la donna non viene ormai da 3 mesi, altrimenti non potrei comprare da mangiare. La casa ora è un porcile. A gennaio, febbraio e marzo mi sono riparato dal freddo con delle coperte, visto l’aumento delle bollette della luce. Sono andato alla Caritas, ma anche arrivarci è un problema. Pochi giorni fa ho dovuto dare al gattile le mie due gatte perché non potevo più permettermi croccantini e lettiera. I soldi per fare un referendum di cui alla gente non importava nulla li hanno trovati, ma per noi inabili al lavoro al 100% il Tesoro dice che non ci sono i soldi”.

 

Stefania è la sorella e caregiver di Franco, invalido al 100% a causa di una schizofrenia e a carico della madre anche lei invalida. “Mia madre aveva una pensione di cittadinanza di 400 euro ma da gennaio ne prende solo 40. Dicono che dipende dall’aumento della pensione di invalidità di Franco, salita nel 2020 da 280 a 550 euro. In più da marzo le hanno tolto anche l’assegno famigliare di 170 euro che era previsto per il figlio maggiorenne disabile a carico. L’hanno sostituito con l’assegno unico che viene versato direttamente dall’Inps insieme alla pensione di cittadinanza”. Ma anche in questo caso è stato uno scambio a perdere: “A marzo e aprile la cifra è stata di soli 30 euro. Poi ci hanno detto che dovevamo presentare un nuovo modulo: l’abbiamo fatto ma per ora non sono arrivati soldi in più. Questo mentre chi nemmeno presenta l’Isee può comunque ricevere 50 euro per ogni figlio”. Per riuscire a lavorare Stefania ha assunto una badante per qualche ora al giorno: una spesa che ora deve coprire in parte con il suo stipendio.

 

Marco (nome di fantasia ndr), da Ardea, non era entusiasta di prendere il reddito di cittadinanza: dopo una vita di lavoro un po’ si vergognava di fare la spesa con la card gialla. Ma da quando è stato decurtato non riesce a star dietro alle spese per i farmaci: “Mia madre è morta due anni fa e ci sono dei problemi con la successione per cui sono in un limbo. Prendevo 500 euro di reddito più circa 300 di pensione di invalidità ora a causa di alcune patologie non posso più lavorare. Da quest’anno il reddito mi è stato tagliato a 100 euro, ma a febbraio l’Inps ne ha versati per errore 500 e nei mesi successivi per recuperare i soldi in più mi ha versato solo 40 euro, poi scesi a 10. Io spendo centinaia di euro in pochi giorni per le medicine: ho dovuto attingere ai risparmi. Cosa c’entrano gli invalidi con i truffatori a cui la card andrebbe in effetti tolta? Hanno lasciato indietro i più fragili dei fragili”.

 

Mario Adornetto, di Trieste, per il mese di giugno ha ricevuto solo 10 euro. “Sono un disabile al 100%, con grave handicap motorio”, scrive Mario Adornetto da Trieste. “Vivo da solo e sono in grave difficoltà economica, come altri che come me hanno avuto il fantasmagorico aumento a 650 euro della pensione di inabilità. Venendo privato di 500 euro di reddito di cittadinanza, nel saldo ci ho rimesso. Il ministro Orlando quando pensa di sistemare questo disastro ignobile?”.