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31/07/2022

da Left

Simona Maggiorelli

 

Dopo anni di propaganda anti immigrazione e di fomentazione del pregiudizio razziale da parte della destra, nel nostro Paese la vita di un uomo nero vale zero, al massimo un video con il cellulare.

 

Lives black matters. Ci siamo mobilitati tutti nel 2020 per George Floyd ucciso senza pietà da un agente di polizia a Minneapolis, che lo aveva soffocato con un ginocchio sul collo. Nonostante Floyd gridasse «non posso respirare», nessuno è intervenuto. Sappiamo di lui per un video, tragico, che è diventato virale e ha suscitato indignazione internazionale. Un crimine inaccettabile, che negli Stati Uniti purtroppo non è raro: uccisioni simili si susseguono oltreoceano, dove il pregiudizio razzista è strutturale, è istituzionale, intrinseco alle forze di polizia.

 

Ma anche da noi in Italia non è poi così diverso. Pochi giorni fa Alika Ogochukwu, 39 anni, è stato ucciso sulla pubblica piazza di Civitanova Marche senza che nessuno intervenisse.
Sempre nelle Marche, a Fermo, nel 2016 c’era stato il caso del nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi, ammazzato di botte perché aveva osato difendere la compagna apostrofata come “scimmia”.
E sempre nelle Marche, a Macerata, l’esponente della Lega Luca Traini, simpatizzante di Forza Nuova, nel 2018 aveva sparato su cittadini marchigiani dalla pelle nera.
Anni di fomentazione dell’odio verso gli stranieri, di decreti sicurezza made in Salvini, “giustificati” da invasioni inesistenti, di pregiudizio razziale, di proclami di Meloni che invoca blocca navali contro i migranti. Ne abbiamo raccolto tragicamente i frutti. Nelle Marche, Regione a guida Fratelli d’Italia, la vita di un uomo nero vale zero, al massimo un video con il cellulare. Se l’uomo nero è per giunta disabile come Alika Ogochukwu, e chiede l’elemosina, viene preso a botte, fino alla morte. Quel che colpisce di più al fondo non è solo la violenza di chi l’ha colpito, ma l’indifferenza generale dei più che non hanno reagito.

 

Il razzismo strutturale, sistematico, è ben presente in Italia dove la destra fascistoide rischia di tornare al governo, rafforzando e giustificando questa tendenza, che già in passato ha prodotto eventi drammatici. Non solo nelle Regioni a guida leghista ma anche in Regioni a guida di centrosinistra come la Toscana dove la Lega e Fratelli d’Italia, strizzando l’occhio a forze di estrema destra come Foza Nuova e Casa Pound si sono infiltrati nei quartieri: come non ricordare lo scioccante eccidio a Firenze di due cittadini senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, avvenuto in piazza Dalmazia nel 2011 per mano dell’estremista di destra Gianluca Casseri? Come non ricordare Idy Diene, l’ambulante senegalese ucciso nel 2018 da Roberto Pirrone con sei colpi di pistola sul ponte Vespucci, sempre nella “pacifica” Firenze, dove il sindaco si preoccupò solo delle fioriere divelte, del decoro urbano scompigliato dalla comunità senegalese giustamente in rivolta?

 

Noi ci rifiutiamo di pubblicare una delle foto di chi è stato a guardare