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EVENTI CLIMATICI ESTREMI, IN ITALIA DANNI E MORTI MA LA POLITICA RIMANE A GUARDARE

 

SANITA' ED AMBIENTE  |   AMBIENTE

 

21/08/2022

da Tag43

Giulio Cavalli

 

Eventi climatici estremi, in Italia danni e morti ma la politica rimane a guardare

 

Bombe d’acqua, trombe d’aria, ondate di calore. Gli eventi climatici estremi si moltiplicano in Italia, facendo danni e feriti. Ma in campagna elettorale non se ne parla. L’allarme di Legambiente.

 

Chissà quando verrà quel benedetto giorno in cui la smetteranno di chiamarlo maltempo. Per ultima è stata la Toscana, due morti e 20 feriti, danni enormi. Perfino Daniela Santanché, della schiera di quelli che si danno di gomito chiamando “gretini” quelli che i occupano di cambiamenti climatici, ora fa i conti con i danni alla sua attività. Il clima cambia ma noi no. L’Italia continua a essere l’unico dei grandi Paesi europei a non avere un piano nazionale di adattamento al clima che è in bozza dal 2018. La strategia è sempre la stessa: dichiarazioni di stati di emergenza per non dover fare i conti con la nuova normalità.

 

Nei primi sette mesi del 2022 si sono verificati 132 eventi climatici estremi

 

Intanto le bombe d’acqua, le trombe d’aria, le forti siccità. Le ondate di calore e le grandinate si moltiplicano. Come sottolinea giustamente Legambiente, da gennaio a luglio 2022 si sono registrati in Italia 132 eventi climatici estremi, numero più alto della media annua dell’ultimo decennio. Preoccupante anche il dato complessivo degli ultimi anni: dal 2010 a luglio 2022 nella Penisola si sono verificati 1318 eventi estremi. Gli impatti più rilevanti in 710 comuni italiani. Nello specifico in questi anni si sono registrati 516 allagamenti da piogge intense, 367 danni da trombe d’aria, 157 danni alle infrastrutture da piogge, 123 esondazioni fluviali (con danni), 63 danni da grandinate, 55 danni da siccità prolungata, 55 frane da piogge intense, 22 danni al patrimonio storico, 17 temperature estreme in città/ondate di calore. «In tutto ciò, in questa campagna elettorale, i temi della lotta alla crisi climatica e di un piano nazionale di adattamento al clima sono incomprensibilmente sottovalutati dalle varie agende politiche», osserva Legambiente.

 

La campagna elettorale, appunto, che si snoda su sentieri che hanno a che vedere poco con la politica e molto con la comunicazione. Una campagna elettorale capeggiata dagli amori che finiscono, dalle inimicizie che si risolvono, dai nomi che entrano o escono dalle liste. Una campagna elettorale che si infiamma per i tweet delle sue maschere, ma che non riesce a sollevare lo sguardo dalle piccole baruffe chiozzotte. Se qualcuno prova a mettere in fila gli eventi atmosferici che accadono nel nostro Paese viene trattato come un uccellaccio del malaugurio che deve essere rinchiuso in cantina.

 

Eventi climatici estremi, l’allarme di Legambiente

 

«Il 2022 in fatto di eventi climatici estremi è da codice rosso. Chi si candida a governare il Paese per i prossimi cinque anni dovrebbe esplicitare quali soluzioni vuole mettere in campo per fronteggiare la crisi climatica, una delle principali emergenze planetarie che rischia di mettere in ginocchio l’intero Pianeta», spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. «L’Italia anche quest’estate sta pagando lo scotto della crisi climatica con vari nubifragi, la siccità di questi mesi in Pianura Padana, lo scioglimento dei ghiacciai come sta raccontando la nostra campagna, in corso, Carovana dei ghiacciai, con dati e monitoraggi scientifici insieme al Comitato Glaciologico Italiano. Tutti eventi estremi che dimostrano come non ci sia più tempo da perdere».

 

«Se non si interviene al più presto, rischiamo nei prossimi anni sia un disastroso impatto sociale ed economico, oltre che ambientale, sia di sprecare anche le risorse del Pnrr. Servono cambiamenti strutturali, politiche innovative, investimenti in tecnologie pulite e un piano nazionale di adattamento al clima non più rimandabili», continua Ciafani. «Senza dimenticare che va aggiornato anche il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima ai nuovi obiettivi europei di riduzione di gas climalteranti del RepowerEU, va applicato un taglio radicale dei tempi di autorizzazione dei nuovi impianti a fonti rinnovabili e va prevista una procedura semplificata per il rinnovo e il potenziamento di quelli esistenti». Una volta gli ambientalisti in Italia venivano trattati come un’élite che aveva il tempo di dedicarsi a questioni minori. Oggi l’ambientalismo è il prerequisito politico di ogni partito che si candida in Europa, ma in Italia è ancora un vezzo. Non bastano nemmeno i tetti che cadono sopra le nostre teste.