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GERMANIA, PERCHE' L'ONDA NEONAZISTA ORA SE LA PRENDE CON GLI UCRAINI

POLITICA ESTERA 

 

22/11/2022

DA Tag43

Stefano Grazioli

 

Germania, perché l’onda neonazista ora se la prende con gli ucraini

 

In Germania, a Est, sono aumentati gli attacchi razzisti agli stranieri, con ostelli dati alle fiamme. Dentro non ci sono più mozambicani o siriani, ma profughi da Kyiv: il malcontento monta per la crisi economica causata proprio dalla guerra in Ucraina. E gli estremisti di Alternative für Deutschland crescono nei consensi.

 

La Germania ha un problema che non riesce a togliersi di dosso. Esploso esattamente nell’estate di 30 anni fa, quando a Rostock-Lichtenhagen, in Meclemburgo, un ostello per stranieri fu preso d’assedio per giorni e dato alle fiamme da gruppi neonazisti e affini, tra l’immobilità delle forze dell’ordine e gli applausi di buona parte degli abitanti del quartiere della città nella vecchia Germania Est. Non ci furono morti, ma le immagini fecero il giro del mondo, amplificando il fenomeno che da allora ritorna a cadenze irregolari, ma coincidenti con i periodi di maggiore crisi. Allora le due Germanie si erano appena riunificate, adesso, passati 33 anni dalla caduta del Muro, è il quadro internazionale collegato alla guerra in Ucraina insieme ai riflessi sul sistema-paese tedesco a riportare alla ribalta la questione.

 

Nel 2016 nel mirino c’erano siriani e afgani: la nazionalità di chi è accolto non importa

 

Gli attacchi neonazisti e razzisti a stranieri si sono moltiplicati nelle regioni orientali del Paese, gli ostelli sono ritornati a bruciare. A differenza di tre decenni fa, non sono più abitati da mozambicani o vietnamiti provenienti dai Paesi fratelli comunisti della Ddr, ma in larga parte da profughi ucraini. Il 19 ottobre vicino a Wiesmar, in Meclemburgo, è andato a fuoco un hotel adibito a rifugio, 14 ucraini sono riusciti a salvarsi. Il 28 ottobre la stessa cosa è capitata a Bautzen, in Sassonia, qui l’ostello non era ancora entrato in funzione, ma si è trattato di un atto intimidatorio, replica di quello del 2016 quando anziché ucraini dovevano arrivare siriani e afgani. La nazionalità di chi deve essere accolto non è insomma discriminante e le molotov arrivano contro chiunque. La Fondazione Antonio Amadeu, chiamata così in onore di uno dei primi stranieri morti ammazzati per motivi razzisti nella Germania riunificata, ha contato negli ultimi anni 12.150 attacchi a stranieri e relative residenze; dal 1990 sono stati registrate oltre 200 vittime della violenza neonazista e razzista, non solo stranieri. Una lunga scia di terrore che non si è mai fermata.

Meno potere d’acquisto, bollette più care: la crisi a Est acuisce le tensioni sociali

 

L’invasione russa dell’Ucraina non ha solo sconvolto gli equilibri geopolitici europei e mondiali, ma innescato una violenta crisi economica che sta avendo i suoi effetti ovunque, Germania compresa. Nonostante il governo del cancelliere Olaf Scholz abbia messo sul piatto 200 miliardi di euro per attutire le difficoltà, il clima per la popolazione, tra potere d’acquisto diminuito e bollette alle stelle, è sensibilmente peggiorato. Soprattutto nelle regioni dell’Est, quelle ancora meno ricche, e tra gli Stati meno abbienti, preoccupazione e malcontento si sono diffusi in maniera molto rapida. La stagnazione economica acuisce le tensioni sociali. È in questo contesto che ha ripreso vigore da un lato il fenomeno della violenza neonazista, indirizzato contro i nuovi capri espiatori, e dall’altro quello che sta favorendo il consolidamento e in parte la crescita dei movimenti e dei partiti politici più estremisti, a partire dall’Alternative für Deutschland, che non è più una novità al Bundestag, mentre nei Länder dell’Est raccoglie sempre più consenso.

Stavolta anche in parlamento ci sono partiti che incanalano questa rabbia

 

Quella neonazista tedesca è una galassia complessa, con varie intersezioni tra gruppi e movimenti radicali, tra la criminalità comune e i partiti politici, passando anche per le cellule terroristiche come quella della Nsu (Nationalsozialsticher Untergrund), organizzazione terroristica che all’inizio degli Anni 2000 ha operato per anni uccidendo una decina di persone per essere poi scoperta quasi casualmente. L’estremismo di destra che riemerge oggi negli attacchi agli ostelli dove sono ospitati i rifugiati ucraini ha le stesse basi di quello visto nel passato: sono le ragioni contingenti che cambiano e il fatto appunto che ora anche in parlamento ci sono formazioni che incanalano le spinte razziste e sono in ascesa da Est a Ovest. Secondo i sondaggi più recenti di ottobre, l’Afd in Meclemburgo è il secondo partito, una manciata di punti dietro la Spd di Scholz e nettamente davanti alla Cdu degli eredi di Angela Merkel; in Baden Württenberg l’estrema destra è al terzo posto, dietro Verdi e cristiano democratici. Alice Weidel, il volto più noto del partito, è al terzo posto tra i politici più popolari in Germania stando ai numeri resi noti questa settimana, dietro Sholz e il leader della Cdu Friederich Merz, ma davanti alla coppia verde formata da Annalena Baerbock e Robert Habeck. L’onda bruna trova insomma sempre più terreno fertile per espandersi e raccogliere simpatia tra la destra estrema e il centro, effetto collaterale destinato a prolungarsi con il prosieguo della guerra in Ucraina e l’inasprimento della crisi economica.