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POLITICA NAZIONALE | POLITICA ITALIANA    

 

11/01/2023

da Tag 43

Carlo Ciarri

 

Il ministro dell’Interno Piantedosi si è accanito sui rave (pasticciando con il decreto), ma si è visto passare sotto il naso evasioni dal carcere minorile, autostrade bloccate dagli ultrà, caos sbarchi. E meno male che con la destra doveva finire la pacchia. Per molto meno Salvini chiedeva a ripetizione la testa di Lamorgese.

 

Per un governo che su sicurezza e ordine pubblico si è presentato con la faccia da duro al grido di «è finita la pacchia» non sono stati 81 giorni esaltanti. Mettendo in fila i fatti delle ultime settimane, dalla fuga di alcuni detenuti dal carcere minorile Beccaria a Milano all’autostrada bloccata dagli ultrà impegnati in scontri tra opposte fazioni, in altri tempi si sarebbero sentite le urla per la richiesta di dimissioni da esponenti che ora occupano ruoli e poltrone di comando. La domanda che ci si fa, infatti, è: quale sarebbe stata la reazione degli esponenti di Fratelli d’Italia o del leader della Lega Matteo Salvini se fossero stati all’opposizione? Contare le volte in cui il Capitano ha chiesto le dimissioni di Luciana Lamorgese, l’ex ministra dell’Interno di un governo pure sostenuto dal Carroccio, è praticamente impossibile.

 

Il pasticcio del decreto anti-rave: scritto male, riscritto e pure inutile

 

Eppure, come detto, i primi 81 giorni al Viminale di Matteo Piantedosi non sono stati esaltanti. Pronti via, ha messo a punto una norma anti-rave per rispondere a un raduno – era la fine di ottobre – a Modena. Ma la norma è stata scritta male. Il rischio di incostituzionalità era alto, perché le regole avrebbero potuto essere applicate a tutti i raduni, quindi anche alle manifestazioni politiche e sindacaliViminale e governo sono stati costretti a fare marcia indietro. Inoltre, le opposizioni hanno avuto gioco facile a dire che il decreto era inutile, visto che il raduno di Modena si è sciolto senza la necessità di regole nuove.

 

I minori evasi a Milano e persino il figlio di Salvini derubato in strada

 

C’è stata poi la clamorosa evasione di sette giovani dal carcere minorile di Milano Cesare Beccaria nel giorno di Natale. Alcuni sono rientrati spontaneamente, altri sono stati nuovamente arrestati. Anche in questo caso, nessun grido di indignazione. Ma si è verificato un altro episodio che ha toccato il privato dell’esponente politico che più di tutti ha fatto della sicurezza la sua bandiera. Qualche giorno prima di Natale, il figlio di Matteo Salvini è stato aggredito da alcuni malviventi che gli hanno rubato il cellulare sotto minaccia di una bottiglia di vetro rotta. «È capitato a lui come, purtroppo, capita a tanti a Milano», ha minimizzato papà Salvini. «Fortunatamente non si è fatto male nessuno».

Sbarchi, confronto impietoso: già arrivati più migranti di tutto gennaio 2022

 

Ecco poi il capitolo più corposo, quello dei migranti. Sul tema, come noto, Salvini ha dedicato centinaio di tweet. «Rocella Jonica. Questa non è accoglienza. Io ho bloccato traffico di esseri umani, con Lamorgese ne sono sbarcati decine di migliaia. Così ci #credo che ci sono gli accampamenti anche nelle nostre città. Soluzione? Contrastare certe Ong, come ho fatto da ministro» (18 agosto 2022); «Tornare a difendere i confini italiani dopo i ripetuti fallimenti della Lamorgese: lo farà il prossimo ministro dell’Interno. Voi che ne dite Amici?» (13 luglio 2022); «Sbarchi senza sosta. Lampedusa al collasso. L’Italia sta per esplodere. Se Lamorgese non è in grado di difendere la sicurezza e i confini italiani si faccia aiutare» (22 gennaio 2022). Solo per citare gli ultimi post. Eppure il confronto tra i primi 10 giorni di quest’anno con il 2022 è implacabile. Secondo i dati del Viminale, nei primi giorni di gennaio 2023 sono arrivati in Italia 3.709 migranti, più di quanto tutto il mese di gennaio 2022 (3.035).

Scontri tra ultrà: mai era stata bloccata un’autostrada

 

C’è stato infine l’ultimo episodio di domenica 8 gennaio. Per circa un’ora i tifosi di Roma e Napoli hanno bloccato l’autostrada A1 all’altezza di Arezzo e si sono scontrati tra loro senza che la polizia potesse fare molto. A memoria, in un Paese in cui gli incidenti tra tifoserie non sono mai mancati e i casi mortali sono stati numerosi, mai si era registrato il blocco di un’autostrada per farla diventare un teatro di scontri. Insomma, una sfilza di episodi non proprio gratificanti per il prefetto seduto sulla poltrona del Viminale. Ma, almeno al momento, né da Salvini né da altri esponenti della maggioranza sono arrivate richieste di dimissioni. Nonostante in passato, soprattutto Salvini (che aveva scelto Piantedosi come suo capo di gabinetto al ministero dell’Interno) si era scagliato contro i titolari del Viminale per episodi (molto) meno gravi.