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SANITÀ: COME LA SALUTE E' DIVENTATA MERCE

28.04.2017
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La demolizione dello stato sociale continua...
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Ora tocca alla Sanità Pubblica tagliandone i bilanci, gli ospedali, i posti letto,espandendo le convenzioni coi privati, aumentando i ticket sui farmaci e sulle visite,riducendo l'assistenza ai disabili ed introducendo fondi sanitari integrativi obbligatori...
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I provvedimenti presi dal Governo e dalle Regioni indeboliscono l'Assistenza Sanitaria Pubblica ed in particolare quella degli anziani e disabili.
La nostra Costituzione prevede (Art.2, 32 e 41) una Sanità Pubblica gratuita,efficiente ed efficace per tutti, per un'assistenza sociale ai cittadini, degna di un paese civile, dove il diritto e la solidarietà devono rappresentare un valore irrinunciabile.
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L'impegno per la difesa della Sanità Pubblica è oggi ancor più urgente e motivato dalla constatazione della nascita e dell'espansione dei "Fondi sanitari integrativi obbligatori chiusi", sottoscritti negli ultimi contratti nazionali di lavoro dai sindacati confederali(gestiti anche da loro), ispirati e sostenuti dal mondo finanziario (Unipol, Generali.ecc) da sempre speranzoso di mettere di mettere le mani su questo enorme mercato.
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C'è un disegno strategico sulla Sanità che si basa su due livelli: uno "partecipativo" con interventi assicurativi o privati e l'altro gratuito, ma fortemente impoverito dai contributi pubblici sanitari ed assistenziali che negli ultimi anni hanno fatto sì che comunque una buona parte dei servizi venisse pagata dai cittadini, tramite i ticket ed il ricorso alle strutture private, date le liste di attesa nei servizi pubblici.
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La "compartecipazione sanitaria" così posta non è un dato tecnico, ma una scelta politica apertamente sostenuta dai partiti, sindacati, liberi professionisti e naturalmente dalle assicurazioni e da tutti coloro che detengono il potere e che giorno dopo demoliscono la struttura sociale dello Stato(inficiando degli art.2,32 e 41 della Costituzione).
L'aziendalizzazione della Sanità Pubblica ha creato una sanità basata su logiche di bilancio e non sulla soddisfazione dei bisogni della salute, si è accompagnata ad una progressiva esternalizzazione dei servi: la maggior parte dei servizi per disabili ed anziani vengono appaltati a cooperative, che negli anni hanno perso lo spirito cooperativistico e mutualistico, per diventare strumenti di compressione dei costi, in gare al ribasso, con ricadute sui lavoratori, spesso precari e mal pagati, che sulle condizioni di assistenza.
Ma la situazione più pesante riguarda i più fragili cioè: i non autosufficienti, gli invalidi ed i disabili che già hanno visto ridurre e tagliare contributi e servizi dai Comuni, dalle Regioni e dal Governo.
Le gravi necessità assistenziali del settore socio-sanitario espongono queste persone(in crescita per il maggior invecchiamento della popolazione) all'arbitrio del profitto, indegno in un pese civile, che in alcuni casi costringe alla vendita della "nuda proprietà" della propria casa.
Su questi problemi socio-sanitari che riguardano i non autosufficienti, alcune encomiabili associazioni di volontariato (CSA Torino ecc) si sono già attivate lanciando una petizione Nazionale al Parlamento.
Sono queste le ragioni che hanno portato alla Costituzione "Comitato Nazionale per la Sanità Pubblica ed assistenza gratuita".
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Le politiche di austerità attuate in maniera congiunta in tutti i paesi dell'Unione Europea stanno portando ad una recessione generale. L'austerità presentata come inevitabile, e il debito come fatalità sono diventati in ogni luogo come pretesto a duri attacchi contro i sistemi sanitari pubblici. Le ripercussioni sociali sono simili in tutta Europa.
Questo disegno si concretizza attraverso un processo di smantellamento dei sistemi sanitari pubblici che mira a trasformare il bisogno di salute da Diritto di tutti in Merce soggeta a leggi di mercato fruibile solo da chi può pagarselo.
In questa logica che vede coinvolte, oltre alle multinazionali che operano nel settore sanitario, anche i governi ed i loro alleati politici e sindacali si inseriscono:
- a)lo smaltimento del servizio sanitario pubblico per favorire le associazioni ed i gruppi privati,
- b)la esternalizzazione dei servizi connessi al servizio sanitario,
- c)l'introduzioni dei "Fondi Sanitari Integrativi" che resi obbligatori garantiranno alle assicurazioni un enorme bacino da cui attingere profitto a tutto scapito dei lavoratori che si vedranno costretti a finanziare i guadagni di queste grandi finanziarie per potersi garantire quel servizio sanitario che giorno per giorno viene smantellato.
In modo vergognoso partecipano a a questa infame operazione partiti e sindacati di destra e di sinistra, gruppi finanziari come la UNIPOL o le GENERALI, che inseriscono nei CCNL( Contratto Collettivo di Lavoro azionale)questi Fondi Sanitari integrativi Obbligatori.
La privatizzazione del sistema sanitario pubblico si accompagna, dappertutto, alla distruzione delle condizioni di lavoro dei lavoratori del settore.
E' interesse dei lavoratori della sanità, dei cittadini tutti, abili e disabili (anziani, portatori di Handicap...) e di tutte le OO.SS che stanno da questa parte, opporsi allo smantellamento delle strutture e dei diritti che devono garantire la salute a tutti, in modo gratuito e in modo sempre crescente in qualità e quantità.
Perché la Salute, come l'aria che respiriamo, l'acqua e l'alimentazione,sono beni fondamentali strettamente legati al diritto alla vita e che bisogna togliere dalle mani degli speculatori.

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