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Sale la tensione nel Sulcis. I lavoratori bloccano i cancelli della Portovesme

Sale la tensione nel Sulcis. I lavoratori bloccano i cancelli della Portovesme

27/03/2023

da la Notizia

Redazione

I lavoratori della Portovesme bloccano i cancelli. Nell'unica azienda italiana che produce piombo e zinco a rischio oltre 1400 posti.

Sale la tensione nel Sulcis dove gli operai Portovesme srl, da settimane in protesta, questa mattina hanno deciso di bloccare ai mezzi pesanti i cancelli dell’insediamento produttivo sardo, l’unico rimasto in Italia a produrre piombo e zinco.

I lavoratori della Portovesme bloccano i cancelli. Nell'unica azienda italiana che produce piombo e zinco a rischio oltre 1400 posti 

I lavoratori della Portovesme dovevano riunirsi in assemblea per decidere nuove iniziative di lotta invece hanno deciso di partire in corteo dall’ingresso principale dell’azienda. A rischio ci sono 1450 posti di lavoro tra gli impianti dell’area industriale di Portoscuso e quelli di San Gavino, la fonderia del Medio Campidano.

La scorsa settimana c’era stata la fumata nera al ministero della Sviluppo economico sulla questione del costo dell’energia,  motivo per il quale la società ha deciso di chiudere il sito produttivo nel Sulcis. “La Glencore – fanno sapere le Rsu – ha autorizzato lo spostamento di un bilico di galene, ossia le materie prime per la produzione del piombo, qui a Portovesme, e per la raffinazione dei materiali preziosi a San Gavino e noi siamo contrari perché significa che si stanno portando via le materie prime. Ora la società deve chiarire perché porta via prodotti necessari alle lavorazioni”.

Nel frattempo la vertenza arriva in Consiglio regionale, con Cesare Moriconi del Pd che chiede che sulla crisi di Portovesme srl vi sia la convocazione straordinaria e urgente dell’Assemblea sarda e “la valutazione di una richiesta al Governo nazionale di riconoscimento dell’interesse strategico nazionale dell’impianto di Portovesme”.

I lavoratori da settimane presidiano l’impianto, dormendo nelle tende sui tetti della fabbrica. Il 28 scorso quattro di essi si erano asserragliati sulla ciminiera dell’impianto Kss a 100 metri di altezza.

I sindacati attendono che il Governo convochi la Multinazionale Glencore 

“Stiamo programmando le iniziative di protesta per tenere alta l’attenzione su questa fabbrica che non può chiudere – ha annunciato Emanuele Madeddu della Filctem Cgil del Sulcis – nelle prossime ore le Rsu incontreranno l’azienda, visto che l’impianto è classificato a rischio di incidente rilevante secondo al direttiva Seveso, per discutere degli aspetti minimi tecnici per garantire la sicurezza degli impianti che devono essere salvaguardati perché rappresentano il futuro degli stabilimenti e dei posti di lavoro”.

“Si è deciso di mantenere un presidio ai cancelli di entrata e di uscita delle materie prime dello stabilimento – ha aggiunto Pierluigi Loi della Uiltece siamo in attesa che il governo convochi la multinazionale Glencore a un tavolo in maniera tale che si chiariscano le reali intenzioni dell’azienda si deve trovare una sintesi per rimettere in moto gli impianti e scongiurare è che ci sia una chiusura definitiva delle produzioni”.