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CAMPIGLIOLA MANCIANO 20.05.1944

Ricordiamo questo episodio avvenuto a Località Campigliola, Manciano provincia di Grosseto.Dove morì Ricci Delio, nato l’8/03/1925 a Montefiascone (Viterbo), bracciante, partigiano nella Banda “Bartolomeo Colleoni” operante nell’area teverina del viterbese e dell’orvietano, trasferitosi dal marzo 1944 nella Banda “Arancio Montauto” (BAM), dove comandava un reparto posto al centro dell’area in cui operava la formazione. Ricci fu riconosciuto partigiano combattente caduto della BAM.
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In seguito all'espansione primaverile del movimento partigiano e al fallimento dei bandi d’arruolamento nell'esercito della RSI, nel mese di maggio 1944 i nazifascisti organizzarono una serie di rastrellamenti nel sud della provincia, per porre fine all'intensa guerriglia condotta dagli autonomi del 7. Gruppo Bande del Raggruppamento Monte Amiata e dalla Banda “Arancio Montauto” (BAM). Il 7 maggio 1944, nel corso di un agguato condotto dalla 98. Legione GNR, cadde a Murci il capo della banda locale Luigi Canzanelli, ucciso insieme al suo attendente Giovanni Conti.
Dopo questo primo duro colpo assestato al 7. Gruppo Bande, il 20 maggio 1944 i nazifascisti organizzarono un massiccio rastrellamento nella zona di Monte Maggiore-Montauto a Manciano, teso a smantellare la BAM.
Tre colonne, provenienti rispettivamente da Orvieto (lungo la SS 74), Viterbo (lungo la rotabile Farnese-Manciano) e dalla direttrice Scansano-Manciano, attaccarono il campo della BAM dopo aver pianificato attentamente l’operazione, che vide anche il coinvolgimento del Lehrstab für Bandenkämpfung del capitano Seifert.
Prima ancora dell’attacco un gruppo di nazifascisti si era infiltrato nell'area controllata dai partigiani, sorprendendone alcuni in località “Quattro strade”, intenti al rifornimento di acqua presso una fonte. Adelio Ricci, combattente della Bam originario del viterbese, fu catturato e condotto al comando tedesco della Campigliola (Manciano). Interrogato e sottoposto a brutali torture, rifiutò di fornire qualsiasi informazione sulla dislocazione della sua formazione, prima di essere trascinato ai piedi di un olivo dove fu impiccato.
Un sacrificio che gli è valso la medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria. In seguito al rastrellamento del 20 maggio la BAM si sciolse e il suo comandante, Sante Arancio, si nascose e tornò a Manciano dopo il passaggio del fronte. Meno di un mese dopo (12 giugno 1944) l’area di Manciano fu liberata dagli Alleati.
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Note sui responsabili: Heeresgruppe C della Wehrmacht. Ai rastrellamenti nella macchia di Montauto e dintorni partecipò anche
il Lehrstab für Bandenkämpfung (Centro addestramento per la lotta alle bande), guidato dal capitano
Volker Seifert e sottoposto al comando della 14. Armata tedesca.
Inoltre al rastrellamento di Montauto del 20 maggio 1944 parteciparono anche reparti della 98. Legione GNR, che agirono in collaborazione coi tedeschi.
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Il 6 settembre 1953 a Manciano è stato inaugurato un cippo dedicato ai “Caduti per la libertà”,commissionato dall'amministrazione comunale e realizzato dallo scultore Marcello Legaluppi. Il monumento intende onorare la memoria di tutte le vittime della guerra di Liberazione.
A Delio Ricci è stata dedicata una via a Montefiascone (Viterbo).
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Monumento ai Caduti di Manciano