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IL PRC-SE SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE

Pubblicato il 6 giu 2017
di Giovanni Russo Spena
Resp. Area democrazia, diritti, istituzioni
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Sta per essere approvata la nuova legge elettorale.
Il risultato finale non è soddisfacente.
Ma un punto fermo positivo è che il prossimo Parlamento sia eletto con sistema proporzionale dopo tre Parlamenti eletti con legge maggioritaria incostituzionale.
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I fautori del maggioritario, della nefasta “democrazia governante”, delle torsioni decisioniste, dell’ “uomo solo al comando” è ora che facciano un bilancio serio della pessima esperienza maggioritaria.
Ma Renzi, Berlusconi, Salvini, Grillo (che ha rivoluzionato la propria impostazione senza battere ciglio, alla faccia della stessa democrazia digitale) non hanno rinunciato a manipolare il risultato finale imponendo un numero vergognoso di parlamentari “fedeli” al Capo, predeterminando, in larga parte, la composizione del Parlamento.
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In secondo luogo, il meccanismo per cui, al contrario della legge tedesca, da noi preferita, il voto non è “disgiunto” tra collegio uninominale e lista bloccata breve (da 2 a 6 componenti) ma unico (il voto espresso per il collegio uninominale va, cioè, automaticamente alla lista) prefigura una perfida campagna dei partiti più grossi per il cosiddetto “voto utile”.
Già Renzi, spudoratamente, lo ha detto: “non deve entrare in Parlamento chi ha solo 2 milioni di voti”.
Così si pensa di affrontare la crisi della rappresentanza?
Già la soglia del 5% sembra a me eccessiva ed escludente di interessi e propensioni sociali. Si vuole un Parlamento “a numero chiuso” nel quale 4 partiti si dividono i ruoli all'interno del “pensiero unico” liberista. Si pensi anche all'abnorme quantità di firme previste per la presentazione delle liste non presenti in Parlamento (mentre vi è l’esenzione per le liste già presenti in Parlamento alla data dell’1 gennaio 2014).
Si gioca, insomma, con carte truccate. Rischiano di essere escluse dalla rappresentanza ben più del 5% complessivo delle elettrici e degli elettori.