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FORMICHE ALL'OSPEDALE SAN PAOLO, LA REAZIONE DI CGIL E ANAAO-ASSOMED

14.06.2017
da Contro la crisi

"Siamo di fronte a un altro episodio di degrado in una struttura pubblica, un episodio vergognoso di una gravità inaudita che lede la dignità della persona, che lascia sgomenti i cittadini e che offende i tanti lavoratori che quotidianamente si prodigano per garantire la migliore assistenza ai pazienti". Così Alfredo Garzi (segretario generale Fp Cgil Campania) e Giosuè Di Maro (segretario Sanità Fp Cgil Campania) in relazione al caso della donna ricoverata all'ospedale San Paolo di Napoli e coperta di formiche.
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"Non esistono attenuanti - proseguono i sindacalisti - per coloro che dovevano controllare e non lo hanno fatto. E' necessario che si individuino nel più breve tempo possibile eventuali responsabilità e si ripristini l'immagine decorosa dell'ospedale e di tutta la Asl Napoli 1". Secondo i rappresentanti sindacali, l'episodio è "l'emblema del degrado organizzativo in cui versa la sanità in Campania a causa delle politiche di austerità e di tagli che stanno negando il diritto alla salute ai cittadini e il diritto a un lavoro dignitoso ai professionisti della sanità". Garzi e Di Maro concludono sottolineando che "non c'e' più tempo da perdere. E' ora di dire basta, di gridare la nostra indignazione, di reagire, di dare voce ai cittadini, come stiamo facendo da tempo purtroppo inascoltati".
Secondo l'Anaao-Assomed, il sindacato dei medici ospedalieri, come accaduto alla notizia dei 12 milioni di italiani esclusi dalle cure, "già digerita e sostituita da quella, per la verità non nuova e prossima a diventare un mantra, dei 22 miliardi di sprechi in sanità, indicati per nome e per cifre, ma non per modi e tempi di eliminazione", il baratro di incapienza in cui sta precipitando la tutela della salute in questo strano Paese, dove un ballottaggio, raggiunto o mancato, fa più rumore di un ospedale in cui un paziente è costretto alla compagnia di insetti, verrà dimenticato.
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Costantino Troise, segretario dell'Anaao, fa notare che a differenza di quanto successe per i malati a terra nel Pronto Soccorso di Nola, "stavolta non si è aperta nemmeno la caccia al capro espiatorio. Ci stiamo, forse, abituando a tutto, anche alla sospensione dell’art.32 della Costituzione per mancanza di governo del sistema sanitario, fisica come in Campania, grazie alle ripicche tra partiti della stessa maggioranza, o di fatto, come in Calabria, teatro di una faida di tutti contro tutti".