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DEPENALIZZARE IL REATO DI STALKING E' UN ERRORE IMPERDONABILE

Stalking. Infuriano le polemiche per la depenalizzazione del reato di stalking. Taddei (Cgil), Ocmin (Cisl) e Menelao (Uil): "senza il consenso della vittima, l’imputato potrà estinguere il reato pagando una somma se il giudice la riterrà congrua, versandola anche a rate".
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Il 14 giugno, nell’ambito della legge di riforma del codice penale, è stato approvato anche un nuovo articolo, il 162 ter che in buona sostanza prevedrebbe l’estinzione dei reati a seguito di condotte riparatorie. A innescare una furiosa polemica – da ieri montata tra quotidiani online, social e comunicati stampa – è che tra i reati estinguibili ci sarebbe anche lo stalking. La protesta è stata avviata da Loredana Taddei, responsabile nazionale delle Politiche di Genere della Cgil, Liliana Ocmin, responsabile del coordinamento nazionale donne Cisl e Alessandra Menelao, responsabile nazionale dei centri di ascolto della Uil, secondo cui «senza il consenso della vittima, l’imputato potrà estinguere il reato pagando una somma se il giudice la riterrà congrua, versandola anche a rate». Non si è fatta attendere la replica di Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera: «qui siamo quasi al procurato allarme, si fanno girare notizie prive di reale fondamento». Durissima anche nei confronti di Cecilia Guerra, capogruppo di Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista al Senato, che ha espresso nettamente la sua posizione in merito: «si tratta di un errore, bisogna ammetterlo e porvi rimedio».
La denuncia lanciata da parte dei sindacati «non è una bufala», come precisano Taddei, Ocmin e Menelao, si avverte invece «la necessità di una maggiore cura e attenzione nel formulare norme che attengono alla sfera della tutela delle donne vittime di stalking». Rilanciano anche i deputati di Mdp, Roberta Agostini e Danilo Leva: «per questa ragione non abbiamo votato il ddl penale caratterizzato da eccessive distorsioni».
Nessun dubbio anche per la presidente del Telefono Rosa Nazionale, Gabriella Carnieri Moscatelli, per cui è stato commesso un errore clamoroso che non si può essere disposte a sopportare. «La legge del 15.10.2013 n. 119 (legge sul femminicidio) – prosegue la presidente – ha precisato che per il reato di stalking la remissione della querela può essere “soltanto processuale”. Questo significa che la querela non è irrevocabile e che può essere rimessa dinanzi al giudice. Quindi l’art. 162 ter introdotto nel nuovo codice penale è assolutamente applicabile al reato di stalking, per cui è necessaria la querela». Dinanzi a questa grave «svista» si sentano chiamati a risponderne i responsabili. Con risposte serie, quanto l’esistenza in pericolo di tante – sempre troppe – donne.