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L'UNITA' DELLA SINISTRA PER FARE UNA POLITICA DI DESTRA?

Pubblicato il 29.07.2017
di Tomaso Montanari

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Ci sono due modi radicalmente diversi, anzi opposti, per lavorare alla famosa lista unica a sinistra del Pd.
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Uno è quello di chi pensa che quella lista sia necessaria contro qualcosa: contro il rischio che governi la destra, nella fattispecie.
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L’altro è quello di chi pensa che quella lista sia necessaria per fare qualcosa: per cambiare rotta alla direzione del Paese, indirizzandola verso l’eguaglianza, l’inclusione e la giustizia, nella fattispecie.
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La domanda che si fanno milioni di italiani di sinistra che non sanno per chi votare, e che sono molto tentati dall'astensione, è: ma perché le due cose non possono stare insieme? Non si potrebbe fermare la destra facendo cose di sinistra?
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Questa intervista di Andrea Orlando, ministro della Giustizia dei governi Renzi e Gentiloni, al «Manifesto» spiega perché questo uovo di Colombo sembra, al momento, introvabile.
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Orlando dichiara che «chi si sottrae a una prospettiva unitaria dentro o fuori dal Pd si assume la responsabilità di portare la destra al governo».
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Ma, nella stessa intervista, difende il decreto, da lui firmato insieme a Minniti, che consegna i migranti a una giustizia di serie b, violando platealmente la Costituzione. Afferma che non bisogna «smentire il Jobs Act», e che non si deve ripristinare l’articolo 18 (semmai «un 17 e mezzo»). E ancora che bisogna difendere un sistema elettorale maggioritario.
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Ora, se per fermare le destre bisogna continuare a fare una politica di destra (quella appena descritta e difesa da Orlando) chi può pensare che quei milioni di cittadini vadano a votare? Io non lo farei.
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Infine, Orlando racconta che Campo Progressista ha proposto al Pd di istituire un doppio tesseramento, a sancire evidentemente una totale condivisione di punti di vista. È stato il Pd a dire no: «La domanda che abbiamo fatto è cos’è Campo progressista, perché se è un soggetto alternativo al Pd non si può, noi siamo iscritti al Pd» «Vi hanno risposto? Chiede l’intervistatrice. Non ancora, risponde Orlando»
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E, anche qua, un povero, potenziale elettore di sinistra si chiede: ma se Giuliano Pisapia è convinto dell’opportunità di fare la doppia tessera con il Pd, perché mai semplicemente non si iscrive a quel partito, magari contendendone la guida a Renzi, come ha provato a fare lo stesso Orlando?
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Misteri di una politica in cui si scrive ‘unità della sinistra’, ma si legge ‘eterna battaglia intorno all'ombelico del Pd’. Una politica autoreferenziale, ossessivamente incapace di pensare alle cose reali.
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Intanto il processo politico partito dal Brancaccio il 18 giugno va avanti: e riunisce migliaia di persone, in tutta Italia, che pensano che il decreto Minniti, il Jobs’act e il maggioritario siano proprio quelle politiche di destra che l’unità della sinistra deve servire a sconfiggere. Sarà una bella estate.