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GIOVANI COMUNISTI CONTRO LA GUERRA

Ci risiamo. Il 2015 è finito da poco ed ha visto l’Italia elargire 4.698,1 milioni di € in spese militari, nonostante la forte crisi ed un paese ancora in recessione. Nel quadro sconvolgente e doloroso della barbarie, la guerra colpisce anche tutti noi, dal lavoratore che vede i propri soldi sperperati dallo Stato, al disoccupato che vede venir meno i sussidi, allo studente che studia in ambienti sempre più fatiscenti e con barriere economiche sempre più discriminatorie.

Abbiamo foraggiato, direttamente ed indirettamente, i conflitti che sono scoppiati attorno a noi e che ci si avvicinano sempre di più. Le torme di sfollati non sono solo colpa degli USA ma anche nostra. I civili e le popolazioni, che ogni giorno vivono l’orrore delle armi vendute dai governi per guadagnare sulle tragedie altrui; che vivono conflitti imposti da fuori, dall’imperialismo che punta le ricchezze da spartirsi e cancella vite e storie, troppo distanti per essere piante. Dopo averli bombardati ed aver mangiato sui ricavi delle vendite, accoglierli è umano e doveroso. Il 2016 si apre con uno scenario addirittura peggiore: se due lavoratori sono starti uccisi è perché la fame di profitto delle imprese petrolifere si alimenta grazie al conflitto bellico e non esita a spedire dei padri di famiglia in zone instabili e con una forte presenza di terroristi.

Non possiamo accettare che l’irresponsabilità di una multinazionale diventi il pretesto per nuovi attacchi di terra, nuovi morti, nuova distruzione e nuova emigrazione.

Non possiamo assistere inermi all’ennesima spartizione della Libia tra le potenze straniere, uno scenario che dura da oltre 100 anni!

Chi crea questa situazione è quell’1% di ricchi che continua ad aumentare la propria ricchezza grazie alla crisi ed alle guerre; gli stessi che creano insicurezza la usano poi per ridurre democrazia, partecipazione, e mettono lavoratori contro lavoratori, cittadini contro cittadini, profughi contro autoctoni, popoli contro popoli.

Basta guerre! Affinché ognuno possa vivere con dignità nel proprio paese, con la propria cultura, con le proprie tradizioni e con l’evoluzione che è in grado di costruire. Ogni popolo ha il diritto di autogovernarsi e di autodeterminarsi.

Basta guerre! Affinché le spese militari possano cessare e il Paese inizi ad investire in sanità, pensioni, scuola, università e servizi universali. l mondo del lavoro, dello studio deve quindi mobilitarsi in maniera unita e compatta, coinvolgendo quanti più soggetti possibili: sindacati, associazioni studentesche, movimenti, dai militanti ai singoli individui.

TUTTI dobbiamo opporci a questo progetto sciagurato.
TUTTI dobbiamo capire che la guerra colpisce trasversalmente nella società tutte le classi sui cui essa si poggia; gli unici a trarne profitto sono i padroni.
16.03.2016