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I 20 ANNI DI ROSSO DI SERA

 

 

Intanto facciamoci una domanda e cerchiamo di darci una risposta: perché Rosso di Sera?

 

Alla fine dell’estate del 1997 un gruppo di compagni fra i più attivi all’interno del Circolo di Rifondazione Comunista di Santa Fiora decisero di dar vita ad un periodico in cui esporre ai propri concittadini il punto di vista del Partito sulle varie questioni, sia di interesse locale che più generale. Anche allora, ed oggi ancora di più, la voce dei comunisti non godeva di grande rilievo nel panorama politico (oggi addirittura alcuni cittadini si chiedono se esista ancora Rifondazione Comunista) e noi sentivamo fortemente l’esigenza di far conoscere le nostre posizioni, soprattutto sui problemi riguardanti l’Amministrazione Comunale, verso cui svolgevamo una decisa opposizione a livello consiliare. L’obiettivo era di provare a far qualcosa che servisse effettivamente, sia a noi che ai nostri concittadini, spingendoci ad approfondire temi ed argomenti che, come Consiglieri comunali o come semplici compagni impegnati nel territorio, avevamo la possibilità di conoscere soltanto nelle grandi linee. Anche sulla durata dell’iniziativa erano presenti grandi dubbi, che si sommavano a quelli riguardanti il linguaggio da usare, la lunghezza degli articoli, l’impaginazione, etc. etc. etc. Riprendendo fra le mani i primi numeri, fanno un po’ sorridere le fotografie appiccicate con la colla, così come le tabelle dei risultati elettorali, o la scrittura in caratteri piccolissimi, che faceva infuriare alcuni dei nostri lettori più anziani (uno per tutti, Alfio Mascagni), per far si che il giornalino fosse contenuto in quattro pagine; tanto che dopo qualche numero decidemmo di aumentare la grandezza delle lettere e passare alle otto pagine. Evidentemente scontavamo pesanti carenze sul piano della tecnica giornalistica ed anche dei mezzi (computer e programmi) che avevamo a disposizione. Tuttavia tutto veniva superato dalla grande passione che mettevamo nell’impresa. Spedivamo il giornalino per posta, ad una lunga lista di concittadini che ritenevamo vicini alle nostre posizioni o anche semplicemente interessati a quello che scrivevamo, con un notevole dispendio di energie e di soldi, ricorrendo agli incassi della festa che facevamo intorno al ferragosto al parco della Pinetina; finito il tempo delle feste, abbiamo dovuto scegliere altre forme di distribuzione, mantenendo comunque sempre la gratuità del nostro lavoro. Nel tempo vari altri periodici ci hanno affiancato, pubblicati sia dalle formazioni di centro-destra che dall’attuale PD e dalla stessa Amministrazione Comunale: tentativi che si sono spenti dopo qualche numero, a dimostrazione della difficoltà e della fatica di essere presenti, mese dopo mese, con cose da dire, con proposte da fare, con posizioni da propagandare. Sono stati molti coloro che hanno scritto per il giornalino, anche perché fin dall’inizio abbiamo cercato di dare voce a chiunque avesse qualcosa da dire, qualche volta prendendo le opportune distanze rispetto a quanto veniva pubblicato, altre volte esprimendo vivo consenso: ricordo a tale proposito una feroce polemica, durata qualche mese, per un articolo che esprimeva una condanna assoluta per la pratica, a me fino ad allora sconosciuta, della cosiddetta “guerra finta”, che vedeva impegnato un numeroso gruppo di persone, specialmente a Bagnore. Alcune di queste “collaborazioni” sono durate un battito di ciglia, altre si sono per fortuna consolidate nel tempo e sono ancora in atto: fra le prime voglio ricordare quella del Professore Massimo Vallucci, appassionato di economia, scomparso tragicamente lo scorso mese di Marzo. Ma anche fra i promotori “storici” abbiamo dovuto scontare abbandoni laceranti, fra tutti quelli di Sacha Naldi e di Leonardo Savelli, le cui intelligenze e capacità comunicative hanno lasciato vuoti che l’impegno e la buona volontà non riescono a colmare. Ciononostante abbiamo deciso di continuare, di essere comunque presenti nella vita sociale e politica del nostro territorio, anche ora che non abbiamo più una rappresentanza all’interno dell’Amministrazione comunale e come sempre cercheremo di offrire ai nostri concittadini un punto di vista diverso rispetto a quanto ci propongono le voci che arrivano dai vari palazzi del potere, il punto di vista dei comunisti.

 

Carlo Balducci