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La teoria della vittoria secondo gli Stati Uniti

La teoria della vittoria secondo gli Stati Uniti

La strategia degli Stati Uniti disegnata da Limes. La mappa illustra gli imperativi americani su scala planetaria. «Il proprio intorno geografico, la Fortezza Nordamerica, nucleo geopolitico dell’emisfero occidentale».
«Di conseguenza -scrive Limes- deve impedire che dall’altro lato dei due oceani, in Eurasia, si formino una o più potenze capaci di contestarle il primato globale».

                                     

 America alla conquista del mondo

Secondo una sempre più folta corrente di pensiero negli Stati Uniti, ciò impone di passare all’offensiva, circondando quell’immensa massa continentale dal mare attraverso il controllo degli stretti e della prima fascia costiera. La ‘teoria della vittoria’ spiegata da Seth Cropsey, già sottosegretario alla Marina Usa che sarà riportata nel numero di Limes ‘La Cina resta un giallo’, di cui riferiremo presto.

Lotta per il dominio di Eurasia

«Oggi gli Stati Uniti sono impegnati in una lotta per il dominio dell’Eurasia. I prossimi decenni metteranno alla prova ogni aspetto della potenza militare e dell’economia politica americane». E qui Seth Cropsey torna nei panni dell’americano di frontiera: «Dovremo competere con Cina, Russia e Iran, cercare di dissuaderli e, se necessario, provare a sconfiggerli. La situazione geopolitica è chiara ora che la Russia è passata da una strategia di sovversione a una di plateale aggressione. Anche la soluzione strategica è netta, almeno nei suoi fondamentali», semplifica il politico che emerge dietro lo stratega.

Stati Uniti uber alles

«Gli Stati Uniti devono sostenere e affiancare una coalizione di paesi ai bordi dell’Eurasia (Rimland), difendendo la loro indipendenza e la loro sovranità dalla politica di potenza dei paesi revisionisti». I quali, ‘Paesi revisionisti’, avrebbero diritto ad arrabbiarsi e reagire. Ma il Rimland, la fascia marittima e costiera che circonda l’Eurasia, è diviso e spesso molto poco americano. «Soprattutto, non è chiaro se la pazienza strategica giocherà a favore degli Stati Uniti». Pazienza strategica? Una affermazione forte.

«Washington e i suoi alleati hanno bisogno di una postura politica aggressiva. A tal fine, occorre darsi una teoria della vittoria, cioè dire che cosa significa vincere».

Cosa significa vincere

La repubblica americana, si raccontano e ci raccontano gli analisti e strateghi geopolitici Usa, affronta ora tre aspiranti egemoni in Eurasia. Tutti e tre, per ragioni di politica economica, cercano di instaurare almeno un’egemonia regionale e più in generale di riorganizzare il sistema eurasiatico. «La Cina e la Russia sono troppo grandi per sopravvivere come Stati autoritari senza manipolare l’ambiente circostante. L’Iran potrebbe sopravvivere anche senza una politica estera aggressiva, ma il suo orientamento ideologico – il suo specifico odio verso l’Occidente – lo costringe a seguire una strategia espansionista». Sintesi di Limes, da approfondire.

Ucraina per finire

I critici dicono che gli Stati Uniti abbiano mandato gli ucraini al massacro per condurre una guerra di logoramento contro la Russia. Certo gli Stati Uniti, che hanno contribuito più di tutti ad armare e sostenere l’Ucraina, sono precipitati in una crisi politica interna che rischia di bloccare le decisioni del Congresso e, di conseguenza, i finanziamenti al governo Zelensky.

Se Biden, come sembra accadere, diventerà ostaggio dei repubblicani ostili a Zelensky, sarà l’Europa il vero ago della bilancia nella crisi sul suo stesso territorio. Con il prezzo della guerra sempre più alto anche per le nazioni intervenute a fianco di Kiev, in molti casi non più gestibile.